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La politica europea dopo il summit di Taormina

Credo non sia sfuggito che dopo il summit di Taormina non c’è stata una dichiarazione congiunta dei partecipanti. Tutti si sono espressi singolarmente. Sappiamo bene che in questi consessi mondiali non vengono prese decisioni importanti, ma l’aspetto positivo deriva sempre dal confronto delle idee e dei propositi. E questo a livello geopolitico non è mai secondario. A sparigliare le carte ci ha pensato Trump che non ha concesso praticamente nulla alla concertazione, ma ha mantenuto ferme le sue opinioni largamente espresse durante la campagna elettorale. D’altra parte la mancanza di Putin al tavolo ha reso ancora più poveri i risultati del summit.

Ma proprio la mancanza di indicazioni e quindi il sostanziale fallimento dell’incontro in termini politici potrebbe costringere la Merkel a prendere in mano la situazione europea con decisione come non ha mai fatto prima e, soprattutto, con una visione politica molto più alta rispetto al passato. Sono tre sostanzialmente  gli elementi critici in Europa:

-          con l’uscita dell’Inghilterra dall’UE l’obiettivo del rafforzamento delle difese militari comuni non ha più opposizioni e viene incontro alla richiesta dei paesi dell’Est che da tempo chiedono un rafforzamento delle linee sul fronte russo ed una nuova regia europea in materia;

-          sul tema della immigrazione la Merkel si è ormai convinta che la soluzione europea sta nella stabilizzazione della Libia e dei Paesi del nord Africa e certamente spingerà gli investimenti europei in questa direzione;

-          sul piano dell’economia, l’Europa si trova a non poter più contare con certezza sugli Stati Uniti (vedi l’attacco diretto di Trump all’invasione delle auto tedesche e la sua posizione di chiusura nei confronti degli accordi commerciali). In campo economico alla Germania manca solo di porre al vertice della Bce un tedesco, ed in predicato è il Presidente della Bundesbank,  Weidemann, notoriamente certo non una colomba.

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ACCENTRAMENTO E AUTONOMIA

Sono di questi mesi alcune decisioni prese dal governo di centrosinistra autonomista meritevoli di attenzione, facendo intravedere non tanto il pericolo per la nostra Autonomia in sé quanto piuttosto per una sua metamorfosi. Un cambiamento che minando, però, le fondamenta sulle quali l’istituto autonomistico è stata costruito, porterebbe la realtà trentina a non essere più quella che è stata, per diventare un qualcosa di diverso e irriconoscibile, ma soprattutto eguale ad altre realtà regionali.

In altre parole stiamo assistendo alla perdita graduale della sua specificità.

Come ben sappiamo due sono i cardini della nostra autonomia: il primo è l’autogoverno ossia la capacità di sapersi amministrare nella responsabilità.

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CONVOCAZIONE COMITATO PROVINCIALE

Si informa che è convocato il Comitato Provinciale di Progetto Trentino, in prima convocazione, alle ore 21.00 del giorno 19 aprile 2017 ed in seconda convocazione alle ore 18.00 del giorno 20 aprile 2017 presso la sede di Pt in Via A. Degasperi, 114 a Trento per deliberare i seguenti punti all’ordine del giorno:

  1. Approvazione del bilancio per l’esercizio 2016 e delibere conseguenti;
  2. Approvazione del bilancio di previsione al 31.12.2017;
  3. Ufficializzazione deleghe ai consiglieri/membri degli organi direttivi;
  4. Varie ed eventuali.

    Il Presidente
    Simoni Marino