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La notte è Bianca.....

Seduto nel dehors di un bar, siamo a Trento, ascolto la gente intorno a me affacendata più che con l'aperitivo a scrutare il proprio telefono cellulare, mentre la conversazione langue, sul general generico, di politica non se ne parla, se non per frasi fatte appena scorse e derivanti dai titoli dei soliti giornali distribuiti qua e là sui tavoli. Eppure di temi importanti ce ne sarebbero, un lungo elenco, sui quali soffermarsi e scambiare qualche opinione, nulla, sembra essere tramontata la famosa frase: “sono chiacchiere da bar” anche per la politica, resiste il calcio, insiste il qualunquismo esasperato e a volte esasperante, mi vengono in mente alcuni versi della canzone di Guccini: Piccola città bastardo posto”,  non si vive di soli ricordi, del tempo che fu, non adesso, adesso si ignora, ci si schermisce, ci si rifugia nei meandri dei social, delle televisioni generaliste, nel pettegolezzo (gossip per i meno avvezzi alla lingua...), sembra che la gente non sappia più pensare e abbia bisogno di qualcuno che pensi per lei, che decida per lei

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UN SINDACO “VERO” PER RILANCIARE TRENTO

La lunga rincorsa alla poltrona di sindaco della città di Trento è cominciata, pur mancando più di un anno alla prossima consultazione amministrativa, partiti e movimenti si muovono nella consapevolezza o meno che la legge elettorale non lascia spazi o meglio, poche speranze ad avventure in solitario. Qui il solito dilemma: quello della composizione delle coalizioni con il fantomatico centro popolare come spesso lo si definisce, in continua fibrillazione per trovare una coesione di cui non si riescono ad intravedere i contorni, diviso com'è fra contraddizioni, voglie di leadership e mancaza di idee politiche.Trovare un candidato che convinca tutti, con i tempi che corrono, è una pia illusione, l'elettorato si muove con la spregiudicatezza dei tempi attuali ed esercita il voto spesso senza premeditazione, per emergere, in questo stato di cose, servono idee nuove e sperimentazione, al di là del solito e consunto civismo. Dopo la diaspora margheritina ed il dissolvimento del pensiero degasperiano rimasto oggetto di semplici citazioni rispolverate in discorsi di pragmatica, quello che resta è un consistente numero di voti diviso in rivoli di movimenti incapaci di sintetizzare un pensiero politico ispiratore e aggregante per questa società sempre più dedita all'individualismo e all'interesse personale.

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VOGLIAMO CAMBIARE SUL SERIO? SI O NO?

Come si può tornare a fare politica senza incappare negli scogli, negli ostacoli o meglio nella distorsione del pensiero unico o univoco?

Una domanda, un quesito che in questi giorni si struttura leggendo quello che sta capitando sia a livello locale che nazionale.Che la politica abbia un costo è un conto, che abbia un prezzo è un altro, il prezzo che il cittadino sta pagando in termini non solo economici, ma di contributo democratico alla vita sociale, comincia ad essere elevato, troppo. Non si sentiva assolutamente il bisogno, dopo il tramonto dell'ideologia/intellighentzia della sinistra, di una politica che non definisco sovranista, na semplicemente: assolutista, i cui atti scaturiscono dal continuo scontro fra Lega e 5 Stelle anche loro capaci (i pentastellati) di dichiarazioni dai contenuti infarciti di un insensato egoismo partitico.

Guardando in casa nostra cioè in Trentino, a parte il solito e logoro gioco delle parti, alcune dichiarazioni pre elettorali sfumano in linguaggi dal sapore minaccioso, che nulla hanno a che spartire con il confronto democratico, ma stanno semplicemente a sottolineare una decadenza culturale di cui non si sentiva la mancanza dopo gli anni del centrosinistra autonomista al governo. Eppure il variegato mondo della politica sembra non avere antidoti, a non riuscire a farne a meno di voler imporre la legge del più forte, almeno fino a quando durerà il consenso elettorale.

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