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Gruppo Consiliare Provinciale

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COMUNICATO STAMPA: LE PRIORITA' DELLA GIUNTA PROVINCIALE

 

Molti i temi affrontati dalla Giunta provinciale riunita oggi al Casteller, dove gli assessori hanno evidenziato le priorità su cui intervenire nei prossimi mesi.

Solo il gioco di squadra porta a risultati - ha evidenziato il vicepresidente Mario Tonina. E partiamo da questa convinzione. Il maltempo di fine ottobre ci ha fatto capire l'importanza di gestire correttamente le risorse che il nostro territorio offre. Possiamo vantare oggi, assieme all’Alto Adige, politiche strategiche e responsabili. Ma dobbiamo fare un ulteriore salto di qualità. Paesaggio, ambiente, buone pratiche, come la raccolta dei rifiuti, la qualità delle acque e l’energia, sono i nostri tesori. Ma il rischio dello spopolamento è sempre alto e dobbiamo evitare che ciò accada. A partire dalla capacità di garantire servizi adeguati. Come obiettivo di legislatura dobbiamo rafforzare l'integrazione tra i tre pilastri dello sviluppo sostenibile, che sono ambiente, società ed economia ed in modo particolare tra agricoltura turismo e cooperazione. Dobbiamo impegnarci - ha concluso Tonina - sul delicato tema del rinnovo delle concessioni idroelettriche e nei prossimi giorni presenteremo al presidente una strategia.

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Adesso bisogna governare

E’ passata la buriana.La coalizione ha vinto:Una valanga di voti si è riversata nel nucleo (Lega) con i protoni intorno,fondamentali ma suddivisi.

E’stato importante l’apporto di popolarismo da parte di Progetto Trentino con l’elezione di Mario Tonina che da tale mondo viene e a cui hanno fatto generoso spazio Zanon e Simoni,consiglieri uscenti(l’ultimo anche preziosissimo presidente del partito)

PRIMA CONSIDERAZIONE

Per attuare con peso politico le idee programmatiche(idee che,si sa,camminano con le gambe degli uomini) è necessario valutare il risultato positivo di un bravo e preparato  uomo politico che ha voluto superare la piattaforma politica su cui poggiava per riconoscersi negli uomini e idee di Progetto Trentino.E trarre da questo risultato la conseguenza che il popolarismo deve mettersi insieme per  avere maggiore peso politico.Al di là della resurrezione di cari estinti sempre cari ma estinti.

SECONDA CONSIDERAZIONE

Progetto Trentino,estrapolando dal vasto programma realisticamente utopico delle precedenti elezioni(utopico perché presupponeva governo autosufficiente) aveva lanciato per questa tornata elettorale una serie di temi che ha riversato nella coalizione a cui ha aderito al di là della bolsa separazione destra/sinistra.

Uno di questi era la questione dell’accoglienza(non “prima i trentini” ma “con le regole dei trentini”).

Accoglienza quindi da inquadrare in regole precise che non snaturassero l’inserimento (non mi piace integrazione) di migranti in un tessuto sociale definito,un popolo montanaro con caratteristiche di serietà ed efficienza.

Passando dai fumi teorici alla pratica occorrerà,non avendo paura di possibili abusi da reprimere severamente,studiare ed attuare un organismo basato sul lavoro sulla scorta di esperienze già sperimentate (il vecchio piano Fanfani,il Progettone) ponendo in essere attività lavorative socialmente utili.

Con un buon imput politico e con una buona burocrazia attuativa si potrebbe fare molto e rimanere nelle radici cristiane della nostra gente.

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La Natività oltraggiata

 

Mai mi era capitato di toccare con mano il degrado nel quale sembra essere caduto il Natale roveretano di quest'anno se non assistendo alla penosa vicenda del Presepe voluto da Carollo.

Già non le bancarelle o i concerti ma il Natale, perché di questo stiamo parlando da alcuni giorni, ossia da quando in nome della libertà di espressione artistica, è apparsa improvvisamente la raffigurazione della natività affidata a due manichini identificabili a fatica in un uomo e una donna divisi da una culla di legno vuota. Rappresentazione artistica di cui non ci sarebbe nulla da eccepire se non avesse come soggetto il Natale, ossia il momento nel quale nasce un bambino di nome Gesù che ha cambiato la storia degli uomini.

E questo che si sia laici o atei, religiosi o gnostici, o altro.

Se, allora, parliamo della natività nel suo significato fondativo, ossia di un evento di eccezionale portata, solo interpretandolo in questa accezione, trova fondamento la critica fatta dalla sottoscritta fin dal primo momento e ancor più guardando il surreale e desolante epilogo.

La libertà artistica in questo senso non può essere addotta come giustificazione di una interpretazione che nella realtà intacca la sacralità della nascita di Gesù, e a partire da essa si arroga la licenza di oltraggiare quello che non può essere oltraggiato dagli uomini perché nella sua essenza si pone oltre gli uomini

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