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Gruppo Consiliare Provinciale

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Progetto Trentino: le ragioni del NO

Il dibattito inerente la Riforma Boschi-Renzi, al di là di dividere l’opinione pubblica fra sostenitori e oppositori, ha in primis il merito di aver portato all’attenzione degli italiani il tema della Costituzione, argomento non certo conosciuto dai più se è vero che pochissimi ne conoscono gli articoli e tanto meno i preamboli storici, culturali e politici che ne hanno sancito la stesura. Ben venga allora il Referendum se questo presta il fianco ad una presa di coscienza  da parte della società civile di quello che è l’assetto istituzionale e valoriale della nostra Repubblica, permettendo insieme uno scatto in avanti di conoscenza e di partecipazione più ampia e consapevole al voto democratico, presupposti sottesi ad ogni referendum. Quello che invece inquieta sono i continui anatemi che vengono lanciati dai vertici del PD e del Governo, vedi la Boschi, ma anche dai nostri governanti provinciali, ai sostenitori del NO, con ciò attualizzando quello che Gianni De Felice nel lontano 1975, nel suo magistrale saggio “Intervista sul Fascismo” disse essere stato il peccato capitale del fascismo: aver introdotto nella dialettica politica l’eliminazione non solo fisica del dissenso ma ancor più morale con l’offesa tesa a sottostimare l’avversario politico a prescindere dal merito e dai contenuti dell’opposizione. Questo per dire che chi vota NO non può essere definito un reazionario conservatore che si oppone al cambiamento o alla nostra Autonomia, con ciò autoproclamandosi progressisti i soli fautori del SI, visto che chi dissente è un cittadino che nel pieno dei suoi diritti sanciti dalla Costituzione esprime un parere libero e consapevole, finalizzato al progresso del proprio status democratico. La mia decisa posizione per il NO a questa Riforma non a caso nasce da una lettura attenta del testo, dall’essere figlia di un Padre della nostra Autonomia e dunque da un incondizionato amore per il nostro sistema democratico e per la nostra Specialità. Entro allora nel merito. In qualità di popolare autonomista rifiuto questa Riforma perché sottostà al preciso disegno di scrivere una Costituzione che a differenza di quella prodotta dai nostri Padri costituenti, è finalizzata ad un accentramento statale per ciò che riguarda le competenze.

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Candidati alla presidenza nel 2018 (o forse prima)

Agosto, politica mia non ti conosco, ufficialmente tutto sembra tacere, in realtà sono iniziati tutta una serie di colloqui sotterranei alla ricerca del candidato del dopo Rossi.
Il Pd vuole imporre il “suo” di candidato alla coalizione del centro sinistra autonomista, ma prima deve risolvere i problemi interni, si fanno i nomi di Olivi candidato in pectore e Borgonovo Re (pare avvicinatasi ai renziani).L'Upt punta decisamente a tornare guida della coalizione con Mellarini candidato alla presidenza della provincia, dopo il riavvicinamento al Cantiere dell'ex Dellai.

Il Patt, per il 2018, punta su Daldoss, assessore tecnico dell'attuale giunta provinciale ed ex sindaco, tentando un doppio gioco, rimanere alla guida della coalizione e assicurarsi l'appoggio delle civiche.

Si può fare una considerazione molto semplice, il Pd non mollerà sulla presidenza e allora si potrebbero aprire scenari molto diversi rispetto all'attuale situazione.

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Rossi e il "sistema Trentino"

Dal massimo esponente del governo provinciale nonché esponente apicale di un partito del centrosinistra autonomista emerge la presa di coscienza che il "sistema Trentino", dunque non solo la politica ma anche l'economia e la società civile, è in grave affanno perché manca di coesione su una visione comune. Detto in altri termini poiché è venuto meno il sistema di valori del passato che teneva unito e dava una precisa identità al nostro territorio, ma ancor più permetteva scelte di governo condivise, sta venendo meno la possibilità di elaborare una nuova "visione o sguardo lungo " unitamente alla possibilità di pensare alla politica come allo strumento adeguato per rinnovare il sistema autonomistico. La politica sembra non essere più in grado di essere se stessa e di fare ciò per cui è nata, ossia dare un ordine alla pluralità delle espressioni del reale, non perché oggi è essa stessa incapace di elaborare visioni nuove adeguate alla novità dei tempi ma per la venuta meno del sistema di valori antichi sui quali si era a lungo adagiata, con ciò diventando la politica la prima vittima del postmoderno se la si intende, come in epoca antica, la capacità e la possibilità di governare un territorio sapendo, ben prima di agire, dove si vuole andare e perché. Da un politico che ha la responsabilità di governare la nostra autonomia emerge chiaramente la presa d'atto che non solo il "sistema Trentino" sta mostrando falle tali da compromettere la sua stessa sostenibilità ma non trovandosi dietro l'angolo le soluzioni adeguate a portarlo fuori dalle secche in cui è arenato, la soluzione che si propone non è rinnovare la politica dal di dentro ma semplicemente ritrovare l'unità fra i partiti che compongono la coalizione.

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I nostri Sondaggi

PREMESSO CHE Pt HA GIA' ADERITO AL COMITATO PER IL "NO", IN AUTUNNO SAREMO CHIAMATI A VOTARE PER IL REFERENDUM CONFERMATIVO DELLA REVISIONE COSTITUZIONALE, TU COME LA PENSI?

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