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VOGLIAMO CAMBIARE SUL SERIO? SI O NO?

Come si può tornare a fare politica senza incappare negli scogli, negli ostacoli o meglio nella distorsione del pensiero unico o univoco?

Una domanda, un quesito che in questi giorni si struttura leggendo quello che sta capitando sia a livello locale che nazionale.Che la politica abbia un costo è un conto, che abbia un prezzo è un altro, il prezzo che il cittadino sta pagando in termini non solo economici, ma di contributo democratico alla vita sociale, comincia ad essere elevato, troppo. Non si sentiva assolutamente il bisogno, dopo il tramonto dell'ideologia/intellighentzia della sinistra, di una politica che non definisco sovranista, na semplicemente: assolutista, i cui atti scaturiscono dal continuo scontro fra Lega e 5 Stelle anche loro capaci (i pentastellati) di dichiarazioni dai contenuti infarciti di un insensato egoismo partitico.

Guardando in casa nostra cioè in Trentino, a parte il solito e logoro gioco delle parti, alcune dichiarazioni pre elettorali sfumano in linguaggi dal sapore minaccioso, che nulla hanno a che spartire con il confronto democratico, ma stanno semplicemente a sottolineare una decadenza culturale di cui non si sentiva la mancanza dopo gli anni del centrosinistra autonomista al governo. Eppure il variegato mondo della politica sembra non avere antidoti, a non riuscire a farne a meno di voler imporre la legge del più forte, almeno fino a quando durerà il consenso elettorale.

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EUROPA SÌ, CUM GRANO SALIS.

 

La proposta politica di Progetto Trentino, per le elezioni europee del prossimo fine maggio, trova una risposta convincente nelle frasi pronunciate, nell'incontro tenutosi nella mattinata di giovedì 2 maggio al Pala Rotari, dai candidati Herbert Dorfmann e dal probabile presidente della Commissione Europea Manfred Weber, entrambi appartenenti al gruppo dei Popolari Europei. Nelle parole espresse con pacatezza e padronanza delle idee, si è riscontrata la ferma volontà di riappropriarsi da parte della politica del ruolo della responsabilità verso i popoli degli Stati appartenenti all'Unione, modificando in modo profondo gli apparati tecnocratici che con i loro metodi, hanno allontanato negli anni i cittadini dal credere in una Europa al servizio dei reali bisogni. Nella semplice frase: “essere Trentini, Italiani ed Europei non muta la radice culturale, la storia ed i valori che le persone rappresentano”, si evince la consapevolezza della necessità di un recupero di un rapporto diverso fra centralità europea e le regioni che la compongono.

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