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"FINALMENTE NIENTE PIÙ PROFUGHI BADANTI NELLE CASE DI RIPOSO TRENTINE"

Ho letto e riletto questa dichiarazione del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, pronunciata a Pinzolo alla festa della Lega alla presenza del Sen. Salvini ma sinceramente non sono riuscito a darmi una spiegazione logica visto che conosco il Trentino come lo conosce il Presidente Fugatti.
Sono in Tanzania, in terra di missione, fortunatamente come tanti trentini e leggere certe dichiarazioni mi ha lasciato basito.
Mi sono chiesto : sarà forse diventato il Presidente della Lega ? Purtroppo no !
È il mio Presidente, è il Presidente del Trentino.
Progetto Trentino ha contribuito alla vittoria della "Coalizione per il Cambiamento " alle elezioni provinciali dell'ottobre 2018 perché il Trentino potesse respirare un'aria diversa dopo 20 anni di governo del Csx che avevano asfissiato la nostra vita.
Questo cambiamento non comporta però il calpestare o peggio ancora il tradimento dei valori fondamentali della nostra Terra, della nostra Autonomia, di Progetto Trentino e dei sui iscritti.

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ITALIANI... BRAVA GENTE

Che confusione, siamo al tutti contro tutti, in realtà un film visto e rivisto nel nostro paese, passiamo da una crisi di governo ad un'altra senza soluzione di continuità, con un denominatore comune, diventato concetto politico filosofale, si vota contro un nemico e il vincitore diventa il nemico da combattere. A volte penso che non ne usciremo mai, anche dai luoghi comuni e dalla politica della ripicca e dell'inciucio, l'unica cosa che si evidenzia è che l'Italia sta ancora in piedi, in qualsivoglia modo, ma riesce a tirare avanti, i misteri e i pregi di un popolo che passa dalle illusioni allo scoramento e resiste alle tempeste piu devastanti, grande merito questo. Oggi però guarderei in modo particolare alla politica di casa nostra, nel piccolo Trentino dove la crisi nazionale induce alla spasmodica ricerca di novità di cui tanto si parla e poco si fa per promuoverla. La critica, che facilità la possibilità di esprimere pensieri propri, galoppa a spron battuto, mentre le idee latitano, si aggrovigliano in farfurgliamenti politici dei quali non si intravedono ne capo ne coda. Tutti a voler qualcosa di nuovo, centro compreso, senza che non si capisca un punto che è divenuto nel tempo fondamentale, senza leader non si va da nessuna parte. Si può condividere o meno, ma per cambiare servono politici, e magari qualche idea, capaci di attrarre consenso che in democrazia significa: chi vince e chi perde. Ora, a pochi mesi dalle prossime comunali, e con l'attenzione puntata su Trento e Rovereto, senza voler criticare a priori le varie iniziative in atto, le interviste che si leggono restano vuote, prive di un briciolo di visione, non un'idea, una proposta, solo ipotesi teoriche di costruzioni, nessun nome: al solito, insomma dubbi tanti e certezze poche. Ed è in questa situazione che bisogna trovare la forza di adoperarsi e proporre, senza paura, provare a fare squadra con le proprie proposte e su alcuni temi confrontarsi a fondo per cercare un percorso, una linea condivisa e su queste basi andare alla competizione elettorale, credo che ci siano dei punti fermi, determinati valori, che ognuno di noi ha fatto propri, in cui crede fermamente, partiamo da questi e ragioniamo.

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CHE AGOSTO CI SORPRENDA.

Quest'anno cambia proprio tutto... in politica, ad agosto di solito: politica mia non ti conosco, eh no! Stavolta no, grandi manovre in atto tra perplessità e tentativi di rinnovamento, in vista delle prossime comunali del 2020. A tenere alta l'attenzione dei media, rotocalchi e affini, Trento e Rovereto, dove l'incertezza vige sovrana e dove le idee sono talmente poche e banali che l'unica cosa che conta è dire adesso non si fanno i nomi..., ma nomi di chi e di che cosa, mah...! Che si fa allora? Le città sono state talmente avvolte dalle nebbie della cultura del rimpasto che la stessa identità dei partiti si è dispersa in mille distinguo e contraddizioni, i civismi in una innaturale salsa post ideologica paventano tavoli aperti al confronto con tutti e su tutto. Per ora i fatti stanno a zero, non certo le chiacchiere.

Una idea di città futuribile, qualcuno dice chiediamolo ai cittadini, che si fa, un referendum? Un questionario da distribuire? Cinque o sei domande su: cosa vorresti per la tua città? E dopo che facciamo un programma sui desideri? Vogliamo competenze... ho sentito dire, bene, su cosa? Ci vuole prima la squadra..., ma se non ci sono neanche i partiti, le idee, i programmi, vogliamo già gli interpreti? La politica oggi rappresenta la più particolareggiata “raccolta differenziata” che ci sia, ognuno dice la sua (giustamente, siamo in democrazia), chi fa sintesi, decide e porta avanti la proposta? Questo è il problema principe, si galleggia nell'ambiguità più stridente, rispetto a quelle che sarebbero le reali esigenze delle due città più popolose del Trentino. Laddove la “terra di mezzo” significa rimanere schiacciati dalle regole elettorali, è su un programma (del quale a pochi frega) snello e inequivocabile che si costruisconio alleanze e squadre per amministrare. Fino ad ora non uno straccio di proposta, che sia una, solo le solite parole vuote che nulla hanno di concreto, ma sottointendono in modo inequivocabile le aspirazioni dei singoli.

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RIFLESSI E MIRAGGI CERCANDO UNA VIA

 

Come una sensazione, una precognizione, più dettata dalle analisi che dai fatti, titolo dell'ultimo scritto: “che Agosto ci sorprenda”, in effetti, ma il problema non è questo, polemiche, accuse e conseguenze a parte, rimane, per noi del profondo nord, il tema, l'impegno di costruire un percorso politico, una aggregazione che permetta ai Trentini di esprimere una appartenenza, una solidità di valori, un'autonomia di pensiero. Dobbiamo con un notevole sforzo superare critiche e polemiche puntando dritto alle proposte e alle idee, il nostro obbiettivo primario sono le elezioni comunali del prossimo anno. Si può essere discordanti e critici nei confronti della Lega, questo però non risolve il problema principe, quello che porta a costruire una coalizione attorno ad un programma con candidati in grado di attuarlo. Credo che il nostro compito sia diverso dal porci a confronti sui massimi sistemi, dobbiamo coniugare ad un sano pragmtismo una strategia che ci porti ad avere un ruolo primario nella città di Trento. Per quanto riguarda Rovereto: la possibile riedizione di un centro sinistra autonomista non sposta di una virgola i problemi politici di quella città, anzi evidenzia ancora di più la pochezza delle intenzioni: aggregarsi contro qualcuno e non per qualcosa...!

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SENZA PAURA, FINO ALLA FINE

Oggi la politica si fa sullo scontro, sulla contrapposizione; il confronto dialettico è completamente in disuso, prevalgono le critiche, mentre le proposte o sono pretestuose oppure passano in secondo piano perchè esulano dal contesto che serve ad ottenere o mantenere visibilità e consenso.Le difficoltà di una forza politica minoritaria all'interno di una coalizione per poter incidere, in modo concreto e coerente con i propri principi e programmi sull'amministrazione, deve trovare soluzioni attraverso l'ampliamento della base elettorale e della propria capacità di proposta.Seppur più facile a dirsi che a farsi, la fase temporale che percorriamo suggerisce l'uso di strategie atte a raggiungere un obbiettivo che dia forza e consolidi il movimento, e su questo bisogna puntare in modo deciso, senza tentennamenti.La finalità prioritaria è il rilancio del partito nelle due principali città del Trentino, laddove proprio alle elezioni provinciali scorse si sono registrati i risultati più deludenti, qui si gioca il futuro di quella forza di aggregazione popolare e centrista auspicata e invocata al congresso di Progetto Trentino.Il che significa, senza mezzi termini, di saper approfittare della difficoltà dei maggiori partiti nel riuscire a presentare candidati che sappiano ottenere consensi maggioritari e condivisi dagli alleati.

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