LA DIFFERENZA TRA PARTITI E LISTE CIVICHE

di Elena Albertini.

La stampa e vari esponenti del centro sinistra autonomista, vedi in primis Dellai, battono su un punto per delegittimare la coalizione che fa capo a Mosna : le liste civiche essere un “errore genetico” della democrazia, una anomalia del sistema politico, che in quanto anomalia non è accreditata a proporre contenuti e soluzioni alternative di governo provinciale, essendo soltanto dei partiti il compito, il ruolo e la legittimità di rappresentare la volontà popolare.
civiche e partiti Ergo: unici tutori della democrazia rappresentativa e unici soggetti preposti a governare la Provincia di Trento sono il PD, l’UPT, il PATT.
Logica priva di alcun fondamento argomentativo e neppure degna di essere affrontata se non fosse che lasciata passare depotenzia nella sostanza la legittimità politica delle liste civiche, ossia la legittimità di essere soggetti di elaborazione politica, attrattori credibili di consenso popolare e attori protagonisti del futuro governo provinciale.

Si tratta allora di andare a fondo del problema e vedere che cosa distingue un partito da una lista civica.

Se guardiamo alla “definizione” ci rendiamo subito conto che non c’è alcuna differenza perchè, una possibile seppure semplice definizione, per non andare a scomodare i grandi filosofi o i politologi, ci dice che un partito politico è un’associazione di persone che alla luce di una visione comune di valori si propongono di fare da filtro fra le richieste e i problemi emergenti dalla società civile e le istituzione preposte al funzionamento dello stato. Da una parte elaborano soluzioni e dall’altra reperiscono la classe dirigente atta a metterle in pratica.

Parole che sembrano perfette anche per la liste civiche perché anch’esse nascono come associazioni di persone che si mettono insieme per fare politica allo scopo di gestire le varie attività che compongono la vita di una nazione, nel nostro caso del governo provinciale.

Ma andiamo avanti perché se guardiamo a ciò che deve fare un partito e cioè agire per il bene comune, nelle odierne democrazie rappresentative, questa azione ha per “ambito prevalente” quello elettorale.
Cosa che attiene anche alle liste civiche, formatesi per ottenere attraverso il consenso elettorale la legittimità a diventare forza di governo al fine di gestire il bene comune.

Dunque nella sostanza non c’è alcuna differenza fra partiti e liste civiche. Infatti se guardiamo al perché e al come è nato Progetto Trentino e le altre liste che formano la coalizione di Mosna, nessuno, tanto meno la Patruno o Dellai, può dire che se noi siamo nati non è per la volontà di un gruppo di persone che accumunate da valori e obiettivi condivisi, si sono mossi per “fare” politica non di pura testimonianza ma di governo.

Allora dove sta la differenza che secondo noi ci legittima a governare la Provincia?

La differenza sta nel come si sta insieme e perché, essendo il fenomeno delle liste civiche non l’anomalia della democrazia rappresentativa ma l’unica risposta percorribile alla crisi dei partiti, alla malattia degenerativa del sistema partitico nazionale e provinciale.

Finchè i partiti staranno insieme per auto-germinazione, avranno interrotto ogni rapporto con la linfa vitale proveniente dalla società civile, chiusi come sono nella gestione verticistica del potere a scopi puramente di preservazione delle posizioni conquistate e finalizzeranno tutte le loro scelte al mantenimento dei privilegi conquistati, il gap fra il paese reale e il mondo iperuranico dei partiti sarà così profondo da innescare nella società civile, non rappresentata e dunque non ascoltata nelle sue reali necessità, la ricerca di un modo diverso di aggregazione politica sulle quali riversare il proprio consenso: le “liste civiche”.

E’ come i partiti oggi gestiscono il loro essere istituzioni rappresentative della società civile a farli diventare l’anomalia del sistema democratico, “la malattia genetica” che come un cancro sta facendo morire dal di dentro il nostro sistema democratico.
Non sono le liste civiche il “problema” del nostro sistema democratico rappresentativo ma sono i partiti per quello sono diventati.
E’ il come gestiscono soltanto per il loro uso e consumo il potere che hanno acquisito attraverso il voto che sta dando forza, vigore e legittimità al fenomeno delle liste civiche.
Le liste civiche essendo le nuove cellule staminali capaci di rigenerare un sistema altrimenti destinato allo sfascio.

Si tratta allora anche in questo caso di guardare alla verità dei fatti e abbandonare un linguaggio che non dice la verità ma perpetua una non-verità della politica. Allora non basta più falsificare le notizie, oscurare il dissenso, depotenziare programmi e persone, non mostrare le fotografie delle sedie vuote, per fermare la forza dirompente della coalizione Mosna, perché sono le persone che vogliono tornare a parlare per essere ascoltate.

Quelle persone che armate di coraggio e speranza non si lasceranno più intimorire da minacce o suadenti promesse.

Un nuovo linguaggio e nuovi soggetti hanno trovato spazio e quando la parola si unisce all’idea non c’è più spazio per nessuno, tanto meno per la falsità.

Elena Albertini.

2 pensieri su “LA DIFFERENZA TRA PARTITI E LISTE CIVICHE

  1. Non posso che sottoscrivere in pieno, pur con tristezza. Temo però che il nocciolo della questione sia semplicemente che, avendo loro svuotato di significato il nome e la forma del partito, dobbiamo trovare altri nomi ed altre forme per continuare a fare politica vera e non abuso di potere.

  2. Condivido. Come ho già avuto modo di scrivere il tentativo di deligittimare le civiche, trova “giustificazione” nell’estremo tentativo dei notabili di turno di salvaguardare il loro orticello. L’UPT, il PD, il PATT sono dei partiti politici? Io no credo; potranno essere dei centri di potere ma non, come scrive Albertini, un’associazione di persone che alla luce di una visione comune di valori si propongono di fare da filtro fra le richieste e i problemi emergenti dalla società civile e le istituzione preposte al funzionamento dello stato. Se sbagliassi sarei curioso di conoscere quali siano, a esempio, le differenze di “visione comune” tra PATT e UPT. Non mi si venga a raccontare la solita favoletta della “difesa dell’Autonomia”!!! Non scordiamoci che proprio con loro al governo la nostra autonomia ha perso molta della sua peculiarità, svenduta e umiliata per il classico pugno di lenticchie. Per favore, non prendiamoci in giro. Chi mi può elencare tre iniziative per le quali Dellai sarà ricordato? Il patto di Salorno? L’eutanasia della Regione? Le comunità di valle oggi tanto attaccate perché inutili? L’aver avvallato Metroland? Ecc. Ecc. Ecc.
    Come disse Virgilio “non ragioniam di loro ma guarda e passa”.
    Lasciamoli al loro destinoBuona serata

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