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Gruppo Consiliare Provinciale

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Risposta al consigliere Cia

 

Alla luce delle recenti esternazioni di Cia, volte a mettere in dubbio il ruolo di opposizione del gruppo di Progetto Trentino in Consiglio Provinciale, vogliamo rassicurare che in PT non c'è in atto alcuna mutazione genetica né rincorsa a sedie o giochi di potere . D'altronde il voto negativo di due giorni fa in Consiglio Provinciale del gruppo di progetto trentino sulla manovra di assestamento al bilancio 2017 parla più di tante dichiarazioni.

Cogliamo l'occasione per rimarcare che per chi ha voluto ascoltare le parole del Presidente Simoni, risultano chiari questi punti: in primo luogo la fedeltà di PT ai principi del popolarismo espressi nello statuto; in secondo luogo la volontà di dialogare con tutte quelle forze che a partire da un preciso programma vogliono cercare soluzioni ai grandi problemi del Trentino; in terzo luogo che tale apertura è dettata dal senso di responsabilità che PT si assume per risolvere una emergenza: quella che la nostra terra, la nostra autonomia stanno vivendo e che l'attuale maggioranza dimostra di non saper affrontare.

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Progetto Trentino è pronto a rilanciare

 

ELEZIONI 2018 - DOCUMENTO PROGRAMMATICO 

 “Il Trentino è la nostra grande passione”.

Questo è il motto del nostro movimento politico. L’anima profonda di un’idea, nata più di cinque anni fa, che oggi, proprio perché dobbiamo guardare alle necessità ed a bisogni dei Trentini, ci impone una seria riflessione e la conseguente azione, per rilanciare questa terra dell’autonomia, dopo l’esperienza ormai ventennale del centro sinistra autonomista  che ormai ha dato ed ha, a nostro parere, esaurito la propria energia propositiva ed operativa e quindi la propria credibilità, parafrasando per questo volentieri quello che amava dire il Cardinale Martini, citando Abbè Pierre “più che essere credenti, occorre essere credibili”.

Fatta questa premessa e sottolineando la validità ed attualità del “Progetto” presentato per il governo del Trentino nella passata competizione elettorale per le provinciali del 2013 e consci della nostra capacità di proporre contenuti, novità e proposta politica, ci dichiariamo pronti ed aperti alla discussione ed alla rivisitazione di un nuovo progetto, capace di catalizzare le forze popolari, autonomiste, liberali, riformiste e civiche che vorranno partecipare a questa azione.

Siamo in stato di emergenza e di fronte all’emergenza si deve reagire in emergenza. Proponiamo dunque un “governo di solidarietà provinciale” che con le forze e le intelligenze disponibili, affronti e risolva i problemi gravi, che preoccupano le famiglie, che preoccupano le imprese, che creano tensione nell’opinione pubblica e che mettono a rischio l’Autonomia.

A partire dai nostri Consiglieri provinciali costituiremo quel nucleo di partenza in grado di mettere a frutto e dare seguito all’azione di opposizione costruttiva e responsabile portata avanti in questa legislatura.

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La politica europea dopo il summit di Taormina

Credo non sia sfuggito che dopo il summit di Taormina non c’è stata una dichiarazione congiunta dei partecipanti. Tutti si sono espressi singolarmente. Sappiamo bene che in questi consessi mondiali non vengono prese decisioni importanti, ma l’aspetto positivo deriva sempre dal confronto delle idee e dei propositi. E questo a livello geopolitico non è mai secondario. A sparigliare le carte ci ha pensato Trump che non ha concesso praticamente nulla alla concertazione, ma ha mantenuto ferme le sue opinioni largamente espresse durante la campagna elettorale. D’altra parte la mancanza di Putin al tavolo ha reso ancora più poveri i risultati del summit.

Ma proprio la mancanza di indicazioni e quindi il sostanziale fallimento dell’incontro in termini politici potrebbe costringere la Merkel a prendere in mano la situazione europea con decisione come non ha mai fatto prima e, soprattutto, con una visione politica molto più alta rispetto al passato. Sono tre sostanzialmente  gli elementi critici in Europa:

-          con l’uscita dell’Inghilterra dall’UE l’obiettivo del rafforzamento delle difese militari comuni non ha più opposizioni e viene incontro alla richiesta dei paesi dell’Est che da tempo chiedono un rafforzamento delle linee sul fronte russo ed una nuova regia europea in materia;

-          sul tema della immigrazione la Merkel si è ormai convinta che la soluzione europea sta nella stabilizzazione della Libia e dei Paesi del nord Africa e certamente spingerà gli investimenti europei in questa direzione;

-          sul piano dell’economia, l’Europa si trova a non poter più contare con certezza sugli Stati Uniti (vedi l’attacco diretto di Trump all’invasione delle auto tedesche e la sua posizione di chiusura nei confronti degli accordi commerciali). In campo economico alla Germania manca solo di porre al vertice della Bce un tedesco, ed in predicato è il Presidente della Bundesbank,  Weidemann, notoriamente certo non una colomba.

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