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Carlo Stefenelli sulle dichiarazioni dell’ex Presidente Ugo Rossi sul progetto Valdastico

Riceviamo e pubblichiamo volentieri. 

"Oggetto: dichiarazioni dell’ex Presidente Ugo Rossi sul progetto Valdastico-Valsugana e sul possibile accordo del PATT con Lega e SVP per una giunta regionale

L’intervista concessa dall’ex Presidente del Trentino Ugo Rossi giovedì scorso a Luisa Maria Patruno contiene una serie di elementi che meritano alcune riflessioni.

In primo luogo è rimarchevole la singolare disinvoltura con la quale, in nome del PATT, dopo la disfatta del centro-sinistra autonomista, provocata anche dalla spaccatura conseguente al ricatto sulla candidatura presidenziale che subordinava il mantenimento dell’unità della maggioranza uscente alla scelta obbligata sul suo nome escludendo ipotesi alternative, l’ex Presidente si offre come possibile partner con Lega e SVP per una giunta regionale, dopo aver sparato a zero contro Fugatti e Salvini per tutta la campagna elettorale.

La stessa disinvoltura con la quale ha barattato, con iniziativa personale non condivisa con gli alleati politici, il trasferimento della sede dell’A22 da Trento a Bolzano ricercando una “captatio benevolentiae” nei confronti dell’SVP alla ricerca di un “posto al sole” all’insegna di quella assoluta autoreferenzialità che ha spesso caratterizzato l’azione politica del deposto Presidente.

Ma la cosa più esilarante ed inquietante che emerge dall’intervista è rappresentata dalle dichiarazioni relative al passaggio di consegne col neo-presidente Fugatti ed alle “questioni rimaste sulla scrivania” ed in particolare al “collegamento stradale col Veneto che non vuole più chiamare Valdastico” dichiarando che, in accordo con il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Veneto, “era già stato individuato un tracciato con uscita a Mattarello sud per togliere il traffico pesante dalla Valsugana” aggiungendo che “questo lavoro è ultimato”.

Si tratta dell’ipotesi che il povero Lorenzo Dellai aveva incautamente portato avanti in Valsugana nella campagna elettorale per le ultime politiche e che prevedeva la devastazione della piana Lochere-Caldonazzo e della ancora incontaminata valle del Centa con il suo parco fluviale con successiva perforazione della Vigolana, sotto all’omonimo altopiano, in una montagna ricchissima di falde acquifere, con lo scopo di veicolare in tale zona tutto il traffico pesante proveniente dal Veneto. Contro tale ipotesi si erano levate vibrate proteste anche da parte dei Sindaci dei Comuni interessati e l’esito elettorale infausto per Dellai avrebbe dovuto aprire gli occhi a Rossi ed alleati di giunta.

In realtà nella campagna elettorale per le provinciali non ho sentito un solo assessore o politico delle 3 forze di governo, PD, UPT e PATT pronunciarsi contro questa follia.

Ma ciò che più lascia perplessi è la arrogante dichiarazione (“questo lavoro è ultimato”) con la quale si conclude l’intervista e che sottintende una lunga trattativa portata avanti “in segreto” da Rossi e dalla sua giunta con Veneto e Ministero sino ad una conclusione definitiva senza essersi mai preso la briga di presentarla prima pubblicamente ai trentini ed in particolare agli abitanti della Valsugana ed ai loro rappresentanti istituzionali, Sindaci in testa.

Fortunatamente il Governatore del Veneto Luca Zaia, dimostrando intelligenza politica, pur avendo in un primo tempo accettato l’ipotesi di sbocco in Valsugana impostagli da Rossi e compagni, presumibilmente supportati da tecnici totalmente insensibili ai problemi ambientali, ha recentemente dichiarato che l’uscita di quella che lui continua a chiamare Valdastico la decideranno i trentini. Sotto questo profilo il deputato eletto in Valsugana, il neo Presidente Fugatti, che aveva in ripetute manifestazioni elettorali dichiarato la sua contrarietà a questo scempio ambientale con una sua preferenza per il completamento del tratto trentino dell’A31 nella zona industriale di Rovereto sud, consente di sperare, anche alla luce delle sue dichiarazioni più recenti, nel salvataggio definitivo dal rischio di devastazione di una delle zone più belle ed incontaminate del Trentino, quella dell’alveo del torrente Centa con il suo parco fluviale e della campagna della piana Lochere, Santa Giuliana Barco.

Io credo che la nostra democrazia abbia bisogno di una rigenerazione: in particolare i partiti e movimenti democratici devono recuperare la capacità di ascoltare la gente confrontandosi con il territorio, come ha fatto la coalizione di centro-destra che ha saputo interpretare i sentimenti oggi più diffusi in Trentino come la necessità di aumentare la sicurezza dei cittadini, semplificare la burocrazia istituzionale e contrastare la criminalità favorita anche dalle presenza sul territorio di clandestini disperati fuorilegge.

L’atteggiamento di Rossi e della sua giunta sulla vicenda progetto Valdastico-Valsugana dimostra che la volontà e la capacità di ascoltare i cittadini con intelligenza ed umiltà e rispetto delle istituzioni più a loro vicine, i Comuni, è andata completamente smarrendosi.

       Carlo Stefenelli ex Sindaco di Levico Terme"