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Adesso bisogna governare

E’ passata la buriana.La coalizione ha vinto:Una valanga di voti si è riversata nel nucleo (Lega) con i protoni intorno,fondamentali ma suddivisi.

E’stato importante l’apporto di popolarismo da parte di Progetto Trentino con l’elezione di Mario Tonina che da tale mondo viene e a cui hanno fatto generoso spazio Zanon e Simoni,consiglieri uscenti(l’ultimo anche preziosissimo presidente del partito)

PRIMA CONSIDERAZIONE

Per attuare con peso politico le idee programmatiche(idee che,si sa,camminano con le gambe degli uomini) è necessario valutare il risultato positivo di un bravo e preparato  uomo politico che ha voluto superare la piattaforma politica su cui poggiava per riconoscersi negli uomini e idee di Progetto Trentino.E trarre da questo risultato la conseguenza che il popolarismo deve mettersi insieme per  avere maggiore peso politico.Al di là della resurrezione di cari estinti sempre cari ma estinti.

SECONDA CONSIDERAZIONE

Progetto Trentino,estrapolando dal vasto programma realisticamente utopico delle precedenti elezioni(utopico perché presupponeva governo autosufficiente) aveva lanciato per questa tornata elettorale una serie di temi che ha riversato nella coalizione a cui ha aderito al di là della bolsa separazione destra/sinistra.

Uno di questi era la questione dell’accoglienza(non “prima i trentini” ma “con le regole dei trentini”).

Accoglienza quindi da inquadrare in regole precise che non snaturassero l’inserimento (non mi piace integrazione) di migranti in un tessuto sociale definito,un popolo montanaro con caratteristiche di serietà ed efficienza.

Passando dai fumi teorici alla pratica occorrerà,non avendo paura di possibili abusi da reprimere severamente,studiare ed attuare un organismo basato sul lavoro sulla scorta di esperienze già sperimentate (il vecchio piano Fanfani,il Progettone) ponendo in essere attività lavorative socialmente utili.

Con un buon imput politico e con una buona burocrazia attuativa si potrebbe fare molto e rimanere nelle radici cristiane della nostra gente.

TERZA CONSIDERAZIONE

La”lista della spesa” ,come la chiama Silvano Grisenti,sarebbe lunga.Ma limitiamoci ad alcune.

Il nuovo governo,se vuole veramente essere nuovo,dovrebbe occuparsi non solo delle cose di maggiore impatto sull’immaginazione popolare,ma anche di quelle che sembrano più lontane,e non lo sono,dalla vita comune dei cittadini.

Parlo del servizio”giustizia” di cui la Regione(ed evidentemente in seconda battuta la Provincia)ha chiesto ed ottenuto competenza per la struttura amministrativa.

Una giustizia che funziona  è un grosso incentivo per attirare nel territorio ove funziona attività imprenditoriali e professionali.

Al di là di ciò per le esigenze del diritto di tutti i giorni del cittadino comune organizzare una struttura di supporto del giudice negli affari di volontaria giurisdizione (tutela dei minori,successioni,autorizzazioni patrimoniali…)dando servizi informativi ed informatici aiuterebbe molto il Giudice a non essere costretto a prendere decisioni puramente astratte.Questo si potrebbe fare velocemente in attesa di provvedimenti più complessi per l’organizzazione dei servizi giudiziari in genere.

Anche qui una buona burocrazia,sentiti gli ordini professionali,le autorità giudiziarie e la struttura amministrativa della giustizia,con un buon imput politico,potrebbe fare grandi cose senza spreco di mezzi.

QUARTA CONSIDERAZIONE

E’ stata lodevolmente iniziata l’attività sul territorio nelle recenti calamità meteorologiche.

Seguire questa strada di potere al popolo che non sia la dittatura della rete con la sua falsa democrazia delle sparate superficiali e dilettantesche.Sia cioè il ritorno alla faticosa consultazione con le forze della società civile e soprattutto dei municipi.E poi assumere con gli organi istituzionali   precise e inflessibili decisioni.

Sappiamo che non è semplice ma,si sa,la democrazia è il peggior sistema ma non ne esistono di migliori.

QUINTA CONSIDERAZIONE

Riuscire anche a dare senso e dignità politica a tute le forze della coalizione se occorre suddividendo le famigerate”careghe” rendendole “servizio” e diffusione del potere.E contemporaneamente avere rispetto per le opposizioni dando loro strumenti per svolgere la loro funzione anche se occorre con le famigerate”careghe”.Non avendo paura dei luoghi comuni e del politicamente corretto

SESTA CONSIDERAZIONE

Togliere alla funzione della burocrazia il significato negativo.

Una buona burocrazia è un pilastro fondamentale per il funzionamento della macchina di governo,propositiva anche di azioni politiche per attuare gli obiettivi degli eletti

PER FINIRE (per ora)

La lista della spesa è lunga.Ma abbiamo il dovere di essere ottimisti e di continuare a stimolare,partecipare,sostenere e,se occorre,criticare.

Ascoltare,Ascoltare,ancora Ascoltare,Studiare ma poi decidere

 

 Guido Falqui Massidda