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VOGLIAMO CAMBIARE SUL SERIO? SI O NO?

Come si può tornare a fare politica senza incappare negli scogli, negli ostacoli o meglio nella distorsione del pensiero unico o univoco?

Una domanda, un quesito che in questi giorni si struttura leggendo quello che sta capitando sia a livello locale che nazionale.Che la politica abbia un costo è un conto, che abbia un prezzo è un altro, il prezzo che il cittadino sta pagando in termini non solo economici, ma di contributo democratico alla vita sociale, comincia ad essere elevato, troppo. Non si sentiva assolutamente il bisogno, dopo il tramonto dell'ideologia/intellighentzia della sinistra, di una politica che non definisco sovranista, na semplicemente: assolutista, i cui atti scaturiscono dal continuo scontro fra Lega e 5 Stelle anche loro capaci (i pentastellati) di dichiarazioni dai contenuti infarciti di un insensato egoismo partitico.

Guardando in casa nostra cioè in Trentino, a parte il solito e logoro gioco delle parti, alcune dichiarazioni pre elettorali sfumano in linguaggi dal sapore minaccioso, che nulla hanno a che spartire con il confronto democratico, ma stanno semplicemente a sottolineare una decadenza culturale di cui non si sentiva la mancanza dopo gli anni del centrosinistra autonomista al governo. Eppure il variegato mondo della politica sembra non avere antidoti, a non riuscire a farne a meno di voler imporre la legge del più forte, almeno fino a quando durerà il consenso elettorale.

É questa la politica del cambiamento? È questo quello che i Trentini volevano dando alla Coalizione e in particolare alla Lega la maggioranza dei voti? Credo di no. Più che scuole di formazione, quanto mai necessarie, in politica servono, prima di tutto, corsi su educazione civica e rapporti umani. Ed è probabilmente giunto il momento, seppure dopo pochi mesi di governo provinciale, che si affronti l'argomento in sede di coalizione con un documento che richiami a maggiore responsabilità nei rapporti politici, magari passata la fatidica data del 26 maggio, e quindi con minori fibrillazioni da elezioni. Un documento politico che tocchi il tema dei rapporti interni e dell'operato degli Assessori, oltre al contratto di coalizione, sostantivi tanto cari ai giallo verdi, e si apra una discussione vera, per proseguire una collaborazione che non può essere messa in discussione da metodi e iniziative personali di chichessia.

Al di là della passione, di prima i Trentini o prima il Trentino, prima di tutto democrazia e valori, etica e deontologia, di assolutismo e distorto decisionismo ne abbiamo avuto abbastanza nelle legislature precedenti.

Roberto Avanzi