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UN SINDACO “VERO” PER RILANCIARE TRENTO

La lunga rincorsa alla poltrona di sindaco della città di Trento è cominciata, pur mancando più di un anno alla prossima consultazione amministrativa, partiti e movimenti si muovono nella consapevolezza o meno che la legge elettorale non lascia spazi o meglio, poche speranze ad avventure in solitario. Qui il solito dilemma: quello della composizione delle coalizioni con il fantomatico centro popolare come spesso lo si definisce, in continua fibrillazione per trovare una coesione di cui non si riescono ad intravedere i contorni, diviso com'è fra contraddizioni, voglie di leadership e mancaza di idee politiche.Trovare un candidato che convinca tutti, con i tempi che corrono, è una pia illusione, l'elettorato si muove con la spregiudicatezza dei tempi attuali ed esercita il voto spesso senza premeditazione, per emergere, in questo stato di cose, servono idee nuove e sperimentazione, al di là del solito e consunto civismo. Dopo la diaspora margheritina ed il dissolvimento del pensiero degasperiano rimasto oggetto di semplici citazioni rispolverate in discorsi di pragmatica, quello che resta è un consistente numero di voti diviso in rivoli di movimenti incapaci di sintetizzare un pensiero politico ispiratore e aggregante per questa società sempre più dedita all'individualismo e all'interesse personale.

Il dilemma shekspiriano tradotto nell'esistere o scomparire ci pone difronte ad una scelta precisa, quella di percorrere la sola strada che la democrazia rappresentativa conosce: il lavoro politico in alternativa alla pura propaganda, sentiero erto, accindentato, difficile perchè bisognoso di coraggio, volontà e sacrificio, per affrontarlo senza la paura del respingimento, della sconfitta.

La Città va risollevata a motore culturale della Terra autonomista attraverso un percorso nuovo che le sole manifestazioni culturali, musei e università non riescono ad accendere per la semplice ragione che non hanno ricadute sul tessuto sociale locale e tanto meno sui territori della provincia, ma sono semplici vetrine per chi viene da fuori.Allora oltre ai programmi, alle promesse, ai sogni nel cassetto, serve un Sindaco vero capace di dire, fare, rinnovare e risollevare le sorti da una preoccupante decadenza.

Roberto Avanzi