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CHE AGOSTO CI SORPRENDA.

Quest'anno cambia proprio tutto... in politica, ad agosto di solito: politica mia non ti conosco, eh no! Stavolta no, grandi manovre in atto tra perplessità e tentativi di rinnovamento, in vista delle prossime comunali del 2020. A tenere alta l'attenzione dei media, rotocalchi e affini, Trento e Rovereto, dove l'incertezza vige sovrana e dove le idee sono talmente poche e banali che l'unica cosa che conta è dire adesso non si fanno i nomi..., ma nomi di chi e di che cosa, mah...! Che si fa allora? Le città sono state talmente avvolte dalle nebbie della cultura del rimpasto che la stessa identità dei partiti si è dispersa in mille distinguo e contraddizioni, i civismi in una innaturale salsa post ideologica paventano tavoli aperti al confronto con tutti e su tutto. Per ora i fatti stanno a zero, non certo le chiacchiere.

Una idea di città futuribile, qualcuno dice chiediamolo ai cittadini, che si fa, un referendum? Un questionario da distribuire? Cinque o sei domande su: cosa vorresti per la tua città? E dopo che facciamo un programma sui desideri? Vogliamo competenze... ho sentito dire, bene, su cosa? Ci vuole prima la squadra..., ma se non ci sono neanche i partiti, le idee, i programmi, vogliamo già gli interpreti? La politica oggi rappresenta la più particolareggiata “raccolta differenziata” che ci sia, ognuno dice la sua (giustamente, siamo in democrazia), chi fa sintesi, decide e porta avanti la proposta? Questo è il problema principe, si galleggia nell'ambiguità più stridente, rispetto a quelle che sarebbero le reali esigenze delle due città più popolose del Trentino. Laddove la “terra di mezzo” significa rimanere schiacciati dalle regole elettorali, è su un programma (del quale a pochi frega) snello e inequivocabile che si costruisconio alleanze e squadre per amministrare. Fino ad ora non uno straccio di proposta, che sia una, solo le solite parole vuote che nulla hanno di concreto, ma sottointendono in modo inequivocabile le aspirazioni dei singoli.

 

Non si sa a chi dare la colpa, se all'elettorato troppo mobile, all'abilità di un centro sinistra autonomista dissoltosi fra liti poltronifere di gran classe (sull'operato il velo pietoso è gia stato stesso dagli stessi protagonisti) o addirittura a Salvini, ormai, tutto quello che succede anche in Trentino, se giudicato negativo, è colpa della Lega, del suo mentore e dei suoi accoliti, intanto per quale strambo meccanismo mentale di cuinon si conosce la natura, il loro consenso continua ad aumentare. É agosto e bisogna essere ottimisti, si può sognare, siccome non soffia un vento che porta grandi novità, allora dico: vorrei vedere Trento con una Tav sotterranea degna di questo nome, un trasporto verso le collina est con funicolare, una tramvia che percorra il lungo Fersina fino a giungere al nuovo ospedale, una funivia Trento/Bondone che permetta un facile acesso agli impianti, una piazza Dante libera dalla droga, un Centro storico senza accattoni e ubriachi, un festival dell'economia che per una volta imbrocchi una previsione e faccia una proposta accettabile, un Sindaco che sia espressione di una scelta e non di una convenienza di potere. Ne parlerò con chi conosco, con chi incontro, con chi capisce e con chi non capisce, ma ne parlerò, intanto niente nomi... qualche fatto, forse non si sa?