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Ci siamo: si può fare o no?

E voilà, la polemica è servita, ma le risposte non ci sono, non ammettere che certa stampa dia più spazio ad alcuni rispetto che ad altri, significa negare la realtà.

Questo non succede da oggi, purtroppo, il problema esiste da tempo immemore e si esalta quando all'orizzonte compaiono le elezioni.

A fine estate si voterà per le comunali ed è Trento a tenere banco, con lo scontro che andrà via via facendosi più aspro, viste proprio le disparità di forze in campo, disparità non nei numeri, quelli li decideranno gli elettori, ma nei mezzi di comunicazione.

Alla sinistra è sempre piaciuto vincere facile, ora che il centro destra vive le sue contraddizioni, si muovono i media per spianare la strada al candidato sindaco del centro sinistra metodista.

Guai mettersi di traverso, magari con un progetto innovativo che sparigli le carte di una politica così autoreferenziale da porsi al di sopra del contesto attuale, come se nulla fosse successo.

Quanto il Trentino abbia bisogno di dare il via ad una nuova stagione politica che si distacchi dai partiti nazionali per essere veramente rappresentativa delle esigenze del territorio, lo vedono quasi tutti, molti politici però non vogliono rinunciare al proprio orticello, al piccolo o grande tornaconto personale, altro che: “bene comune”.

Non è una questione anagrafica di chi si accinge a scendere nell'agone politico, è la pigra e melensa strutturazione politica che si rappresenta a dar da pensare.

La distorsione della democrazia, in tempo di massima e capillare comunicazione, è l'utilizzo costante della propaganda a favore di qualcuno, che, vedi il caso, non si concentra mai su una novità che possa rappresentare una alternativa.

Il tema è di quelli tosti, attuale, e (passatemi il termine) incazzoso, ci si sente disarmati difronte a questo uso costante e metodico della comunicazione, il che non può che far pensare a interessi diversi rispetto ai concetti di libertà di stampa, espressione, e “par condicio”.

Se il capoluogo di provincia vorrà essere il volano del rilancio post pandemico, per tutto il territorio, deve trovare la forza di dare vita ad una nuova stagione politica, che poggi su un pensiero diverso da quello attuale, con concetti di integrità valoriale e progetti concreti, altrimenti saremo spettatori del solito consunto teatrino, di un tran tran che per anni non ha portato il ben che minimo vantaggio alla città.

Sperare non costa nulla, soprattutto di questi tempi, gridare al lupo al lupo: qui prodest?

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