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FUOCO ALLE POLVERI

FUOCO ALLE POLVERI.

Si capisce che il virus sta scomparendo, non dai dati clinici, dalle statistiche dei contagi, ma dalla polemica politica che riprende vigore e attira l'attenzione delle prime pagine dei giornali, quasi fosse un obbligo, questo. “per dovere di cronaca”.

Fuoco alle polveri, quindi, e tra una verità e un'altra: “mezza”, si torna a rinvangare il passato, mescolando presente e futuro, comincia il ballo mascherato delle celebrità.

Torna in mente e di attualità la canzone di Rino Gaetano: Nuntereeggae più..., ma dove si collocherà la Dc, candidato sindaco compreso, che dilemma...!

Ho letto stamani su un quotidiano: vecchio modo di fare politica, ah! Perché ce n’è uno nuovo? Che sta fra quello che si dichiara ai giornali e quello che ci si scrive privatamente sui cellulari, ma per favore!

 

Non si capisce se per qualcuno è tutto un gioco, uno scherzo oppure si crede che le proprie ambizioni siano il viatico della giusta politica, la soluzione di tutti i mali; i fioretti sono armi affilatissime anche e soprattutto se si usano di punta e spesso nascondono nell'esercizio della loro funzione ben altre aspirazioni oltre il: “touché” di rito, sia in parata che in risposta.

Nomine e vecchi merletti, si potrebbe intitolare un commento ironico, sulle prese di posizione di questi giorni dopo alcuni cambi della guardia, com'era il detto: gira gira il mulinello chi ci guadagna è sempre quello; quello... che lo sposto là, così non rompe più, quello... che se lo metto li poi così, eccetera, eccetera. Beata onestà intellettuale, sconosciuta ai più e volutamente abbassata a rango di difetto.

Fatto salvo qualche, quasi, impensabile cataclisma elettorale, Trento ha il suo sindaco, così almeno certa stampa “dixit”, questi “poteri forti” a cosa mirano oltre che ad amministrare la res pubblica, si fa fatica, una fatica improba, a credere nella purezza della tesi partecipativa dello “spirito di servizio”.

Manca ancora il riferimento classico: “il gioco delle parti”, quando si parla di gerontocrazia la differenza non la fa il coraggio di dire i nomi, ma il metterci la faccia, mai successo per chi si crogiola nell'anonimato.

Teniamo duro, tenere molle è facile facile, l'impressione è che a settembre inoltrato i problemi, per molti saranno altri, purtroppo, e si aggiungeranno alla “leggerezza” della politica, per non farci mancare un po’ di retorica, non facciamo di ogni erba un fascio, termine inviso alla sinistra pure in questa accezione.

Roberto Avanzi

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