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DOVE, COME, QUANDO.

DOVE, COME, QUANDO.

Metà giugno, l'epidemia sta arretrando con qualche sussulto che preoccupa, ma la politica sembra oramai interessata ad altro, a parte gli stati generali che risolvono esattamente: zero, chiaramente il riferimento è a villa Pamphili, interessante è capire cosa succederà nella Provincia autonoma di Trento.

Elezioni amministrative settembrine a parte, impensierisce quello che potrà accadere dal punto di vista economico proprio a fine estate. Finiti i bonus e preso atto dello sconcertante ritardo con il quale vengono erogate cassa integrazione e richieste prestiti, di un piano economico per il rilancio nemmeno l'ombra. Eppure il peggio è passato, scuole chiuse a parte.

Credo che la prima cosa che verrà detta è: non ci sono le risorse, allora sarà opportuno trovarle, dove, come e quando i tre temi da affrontare.

Dove: in Europa, con un accordo che prescinda dai tentennamenti nazionali e permetta di predisporre un piano economico finanziario a partire dalla realizzazione del nuovo ospedale, con un progetto che tenga conto delle nuove esigenze emerse con la pandemia. In alternativa o in contemporanea con il project financing di privati per la realizzazione di grandi opere.

Come: attraverso il recovery fund o altra forma, concordando oneri, durata e tempi di rimborso.

Quando: subito, attendere mesi e mesi decisioni e indecisioni, del governo nazionale, sarebbe deleterio, mentre proprio la città di Trento abbisogna di un massiccio intervento strutturale, comprendente: tipo di trasporti, nuova viabilità (che non significa nuove strade), turismo, e come già scritto una struttura ospedaliera di prim'ordine.

C'è una cosa che diventa insopportabile fra le tante, quando i politici dicono: “sono allo studio nuovi progetti per”, in Italia questo significa: “non faranno un bel niente”.

Trento, che avrà presto un nuovo sindaco, a proposito, perché per una volta non eleggiamo una donna? Magari qualcosa cambierebbe, dovrà essere il volano per l'intero territorio provinciale, di conseguenza, chi l'amministrerà sarà obbligata a confrontarsi con la Giunta provinciale per molti aspetti, ma dovrà allo stesso tempo essere capace di agire in maniera autonoma, attingendo a tutte quelle risorse che possano permettere una gestione diretta di richiesta ed erogazione.

Il capoluogo, già nel prossimo anno, sarebbe bello diventasse un ragionato e grandioso cantiere per realizzare un progetto razionale di visione futura della città, per questo i programmi elettorali, anche se potranno assomigliare a libri dei sogni, dovranno contenere ed esprimere importanti e rivoluzionarie proposte. Sarà l'unico modo serio e allo stesso tempo impegnativo, per il rilancio economico del Trentino, un gigantesco ecobonus senza guinzagli e subdole burocrazie che permetterà all'economia di tornare a garantire solidità reddituale.

Roberto Avanzi

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