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FINALMENTE SI PARLA DI BOND TRENTINI

 

Finalmente il dibattito sui bond trentino sta prendendo piede e lo dimostra l’interesse suscitato dal forum organizzato ieri dal giornale TRENTINO. Oggi, 21 giugno 2020, l’intervento del prof.Marco Brunazzo ripropone l’argomento ponendo l’accento su tre presupposti /sfide decisamente interessanti su cui vale la pena fare delle riflessioni.

Riepilogando e sintetizzando le argomentazioni del prof. Brunazzo :

  1. La prima sfida pone l’accento sulla necessità che i titoli debbano in qualche modo essere emessi a condizioni competitive per gli investitori pena il fallimento dell’operazione. Questo significa che le condizioni dei mercati potrebbero far lievitare l’onere dell’operazione a livelli superiori rispetto ad altre fonti di finanziamento (es.: fondi BEI, fondi Europei). Sicuramente sarà così. L’onere potrà essere anche superiore, ma il beneficio complessivo sull’economia territoriale sarebbe di gran lunga superiore considerata la mancanza di vincoli di destinazione e il rimborso del prestito che rimarrebbe confinato all’interno del nostro territorio. Non fare nulla o attendere risorse dal governo centrale sarebbe drammaticamente peggio.   
  2. La seconda sfida è riferita alle tipologie di investimenti che devono essere attuati con i risparmi dei trentini. Questo è un falso problema. Il rilancio dell’economia in questa fase post pandemica ha talmente tante urgenze che pensare a quali investimenti dedicare il risparmio dei trentini onestamente mi pare fuori luogo. Significherebbe non aver progettato nulla in questo periodo per il rilancio del sistema trentino, la qual cosa sarebbe di una gravità assoluta. Una cosa è certa non possono essere risorse destinate ad opere che, da un lato, non sono immediatamente cantierabili (NOT, VALDASTICO ecc.) e, dall’altro, non a favore delle imprese trentine. Quindi escluse le opere faraoniche, ma interventi produttivi che creano ricchezza con ricadute immediate sull’economia e sul lavoro locale (scuola, trasporti, manutenzioni, ricerca, sanità, abbassamento delle tassazioni ecc.).
  3. La terza sfida mette in evidenza la necessità di un richiamo forte all’identità trentina che stia alla base di un’operazione finanziaria di questo genere. Insomma una chiara operazione identitaria che deve esprimere la capacità della gente trentina di sacrificarsi per il proprio territorio con quella consapevolezza che - seppur uscire da una crisi come questa pensando solo alla propria casa o orticello non sarà di sicuro facile – il sacrificio dei trentini come più volte dimostrato in passato potrà far ritrovare la luce in fondo al tunnel della crisi.

Naturalmente i presupposti essenziali per la buona riuscita di questa operazione saranno:

  1. di avere una visione di futuro chiara e condivisa da parte di tutte le componenti istituzionali e sociali della nostra economia;
  2. sia mantenuta alta l’attenzione sulla specificità della nostra autonomia e del nostro Statuto.

Mauro Dorigoni

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