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UN COMMISSARIO AL RILANCIO PER IL TRENTINO

Non ci sono soldi, come fare? Fra i molti aspetti che riguardano il rilancio economico questo è il più critico. Il perché? Semplice: non c'è un piano strategico che permetta di capire quali sono le cose primarie da attuare e conseguentemente come reperire le risorse.

Questo strettamente riferito alla nostra amata provincia di Trento, sul piano nazionale stendiamo un velo pietoso di silenzio, il governo sta creando i presupposti per una crisi autunnale senza precedenti, finiti i bonus si penserà soltanto a salvaguardare gli stipendi e i privilegi dei dipendenti pubblici, vedremo che succederà.

Qui però nella terra dell'autonomia amministrativa e legislativa, cosa si fa? Cosa si aspetta a mettere in campo un progetto degno di questo nome che non sia un bonus qualunque? Sono passati più di tre mesi dall'inizio della clausura forzata e per ora all'orizzonte nulla appare, tempo per studiare e proporre qualcosa ce n’è stato, forse mancano le idee, risparmiamoci comunque gli stati generali che di passerelle ne abbiamo viste a sufficienza.

A questo punto assodato che il tempo corre, inesorabilmente, e per non fermarci alle sole critiche proviamo a fare qualche proposta.

La prima di carattere finanziario: ricorre alla cassa depositi e prestiti dove possibile, emettere bond garantiti dalla provincia (misura di cui si discute, ma non so dove se non sui social), e visti i vincoli, quello che verrà, se verrà, un prestito dall'Europa attraverso il Mes, anche per l'emergenza sanitaria. Al nuovo ospedale vogliamo metterci mano?

La seconda sicuramente politica: serve un commissario ed una sua squadra per il rilancio economico, che abbia la possibilità, con una investitura ad hoc, di sovraintendere, sottraendo alla inestricabile burocrazia, tutte le opere che si intendono realizzare con un piano straordinario di intervento pubblico. (Ponte di Genova docet).

Terza proposta: un ecobonus Trentino che sia il volano per l'edilizia e l'artigianato e comprenda i più svariati comparti, senza lacci e lacciuoli che creano confusione e ulteriore burocrazia.

Non sono proposte mirabolanti, ma semplici ragionamenti propositivi, che possono essere soluzioni alle attuali impasse, viste le carenze di denaro pubblico e idee.

Roberto Avanzi

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