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ATTENZIONE ALLE NUOVE DIFFERENZE DI CLASSE

Sta nascendo o meglio si sta accentuando una nuova disuguaglianza sociale: troppo evidente la differenza fra chi lavora nel privato rispetto a chi è impiegato nel pubblico.

Le tutele a favore di quest'ultimo, in certi comparti, paiono quasi discriminatorie verso chi, pur avendo mansioni similari, lavora nelle aziende private.

Le stesse organizzazioni sindacali sfruttano rendite di posizione ed hanno enormi difficoltà a far riconoscere i diritti dei dipendenti nelle situazioni di crisi che colpiscono i lavoratori delle aziende private, soprattutto multinazionali.

La pandemia ha aggiunto un terzo elemento: le partite iva. Da tempo immemore ignorate dalle amministrazioni e dal governo centrale, da sempre considerate il fulcro dell'evasione fiscale e spremute come limoni, con tassazioni che servono soltanto a mantenere costosissimi apparati burocratici, sono costrette a sopperire e sopportare mesi di mancati introiti con la loro capacità imprenditoriale, potendo contare solo su quei bonus che non cambieranno di certo le sorti della loro economia.

Nasce una differenza di classe che prima non esisteva ed è in questa realtà che possono nascere scontri sociali, una situazione che mette in evidenza l'incapacità di questo governo di esercitare il ruolo cui sarebbe chiamato, vista la grave situazione.

La crisi non ha fatto che ripercuotersi ulteriormente sui problemi già esistenti, affrontati con decisioni finanziarie di assoluta inutilità, ne è un esempio lampante il reddito di cittadinanza.

Ora, a prescindere se ci sarà o meno l'autunno caldo, si discute sul come finanziare interventi strutturali per il rilancio economico, cioè: dopo oltre tre mesi siamo ancora alla discussione, senza che un progetto su cosa e come intervenire sia venuto alla luce.

Quindi non ci sono le condizioni affinché si possa parlare di utilizzo di qualsivoglia prestito, che provenga dall'Europa, dalle banche o da investitori esteri.

La questione diviene anche politica, con un totale ribaltamento del ruolo di certi partiti, è la sinistra, ad oggi, a difendere i privilegi di chi ha lo stipendio assicurato, mentre si disinteressa bellamente dell'impresa privata, favorendo ancora il sistema cooperativistico, completamente anacronistico visto il ruolo di concorrenza sleale che svolge, grazie alle facilitazioni di cui gode.

Riusciranno gli enti pubblici e i loro amministratori a garantire gli stipendi ai loro dipendenti in questa situazione? Corre l'obbligo di ricordare che senza l'incasso delle tasse dei privati, vengono meno una quantità di risorse tale che fornire i servizi attuali sarà molto difficoltoso. Parliamo di sanità, trasporti, servizi scolastici, ecc....

Le condizioni perché le tensioni si possano acuire e sfociare in qualcosa di più di una protesta (speriamo di no), ci sono tutte, magari non nel Trentino, dove le maggiori preoccupazioni estive da qualche anno a questa parte sono solo gli orsi e si gode ancora di quello che “è stato”, ma in futuro? Il prossimo anno cosa succederà? Se le visioni sono così ristrette da pensare di rilanciare i consumi interni riducendo qualche aliquota iva, siamo messi proprio male.

Domandarsi cosa si aspetta ad intervenire in modo efficace per salvaguardare l'economia in tutti i campi sembra più che legittimo e doveroso, forse a qualcuno fa comodo un ritorno al passato?

Roberto Avanzi

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