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COME MOBILITARE LE COSCIENZE VERSO UNA POLITICA NUOVA? (PARTE SECONDA)

Il rinnovamento politico negli ultimi anni ha visto il fiorire di un numero elevato di movimenti che invece di ragionare su strategie di strutturazione "pro futuro”, si è di volta in volta, in molteplici casi, mascherati da civici per cercare di spogliarsi degli effetti ideologici dei partiti tradizionali che avrebbero potuto intaccare il consenso e alterare quelle che spesso si sono rivelate apparenze.

Ad ogni elezione locale, il proliferare dei personalismi ha visto: cambi di casacca, salti della quaglia e accordi vari, che se osservati con attenzione sono la dimostrazione di quanto complicato sia lavorare su concetti di "costruzione a lungo termine". Una sorta di filosofia del "carpe diem", dove il punto di arrivo è solamente riferito alla singola tornata elettorale.

La stessa legge elettorale sia per le provinciali sia per le comunali, basata sul voto così detto maggioritario, ha avuto effetti distorsivi, visto che se da un lato, può garantire governabilità per aggregazione in coalizioni, dall'altro ha accentuato composizioni estremamente eterogenee e rissose, che hanno prodotto i soliti compromessi al ribasso, deludendo gli elettori.

Partendo dal quesito posto a titolo del ragionamento, bisogna pensare a proporre delle idee che possano dare il là ad una profonda discussione nella politica trentina, cercando una via più solida e confacente alla difficile situazione attuale.

Due le proposte che potrebbero essere prese in considerazione a supporto, la prima: una costituente per l'autonomia, ricordiamo che il grande lavoro fatto dalla commissione per il terzo statuto, per ora non sembra avere prodotto alcun effetto positivo, tantomeno su piano politico, quindi un seminario sulla questione, non liquidabile in semplici incontri nei quali si sprecano retorica e demagogia, è del tutto auspicabile.

La seconda: una scuola di politica che investa sulla preparazione tecnica, culturale, sulla conoscenza dell'amministrazione pubblica, per chi entra nell'agone politico, per chi ancora vede questa forma di impegno civico come un'importante partecipazione allo sviluppo sociale.

In conclusione, senza aspettare la comparsa di qualche guru che transiti come una meteora nel cosmo della politica, possiamo, gettare le basi, senza preconcetti e pregiudizi, per guardare oltre la prossima tornata elettorale.    

Il Trentino che oggi fatica tremendamente, molto dal punto di vista politico, ne ha estremamente bisogno.

Roberto Avanzi

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