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A PROPOSITO DI SBUROCRATIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Insomma la semplificazione amministrativa viene sempre richiamata come ostacolo principale alla crescita economica. La panacea di tutti i mali economici del Paese. Ed in parte è tremendamente vero. In tutte le campagne elettorali viene ripetutamente presa a riferimento come obiettivo primario di qualsiasi Amministrazione, centrale o periferica che sia.

Purtroppo siamo ancora qui a discettarne.........

Come mai non si è fatto nulla fino ad oggi? Perché questa della semplificazione amministrativa è vista come una barriera insormontabile per le Amministrazioni Pubbliche e di fronte alla quale sembrano inesorabilmente cadere?

Di sicuro la ritrosia della cosiddetta Burocrazia a metter mano ad una fonte primaria del suo potere, da un lato, l'incapacità, l'inesperienza, la non conoscenza da parte della Politica delle procedure tecnico-amministrative, dall'altro, non depongono certo a favore della soluzione del problema.

Eppure, in una visione ottimistica, questa volta potrebbe essere la volta buona.

Il lockdown imponendo lo smart working ha realizzato un nuovo modo di lavorare che presuppone capacità di adattamento da parte dei soggetti economici ad affrontare le crisi in atto, un nuovo modo di pensare il lavoro. Aggiungiamo pure l'avanzata trasformazione digitale in atto, che porta con sé la rivisitazione di modelli gestionali, processi e strategie in funzione di una più efficiente ed efficace azione imprenditoriale e di ripresa economica, e il più è fatto.

Questo rinnovamento, ma forse è più corretto parlare di rivoluzione, ha nei fatti coinvolto anche la Pubblica Amministrazione imponendo una impellente rivisitazione strutturale dei propri modelli organizzativi.

E allora, appoffittando della disponibilità del Legislatore a varare norme che soddisfino questa esigenza, vale la pena insistere nel percorrere tale sentiero accelerando decisamente la fase di trasformazione e razionalizzazione dei processi.

Di sicuro serve capacità, volontà e conoscenza in capo ai decisori politici. Queste sono condizioni necessarie, anche se non sufficienti, per poter metter mano alla trasformazione dei procedimenti e dei tecnicismi amministrativi.

Partiamo, fin da subito, col rinnovare tutti i regolamenti sui procedimenti amministrativi, in particolare quelli che fanno capo al codice degli appalti, alle leggi urbanistiche e alle norme di contabilità.

Accorciamo i tempi di rilascio dei pareri, delle autorizzazioni, delle concessioni partendo da una riorganizzazione degli uffici, utilizziamo l'innovazione digitale per favorire la semplificazione dei processi. L'interruzione dei termini dei procedimenti deve essere concessa solo a fronte di comprovate esigenze operative e la comunicazione fra reparti diversi della P.A. deve essere facilitata a tutti i livelli e non ostacolata.

Questi sono alcuni semplici suggerimenti per portare a compimento una prima fase di un processo di semplificazione amministrativa che non abbisogna di norme straordinarie, ma solo di una ferma volontà politica di procedere in questa direzione e di non sottomettersi al potere della Burocrazia.

Mauro Dorigoni

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