Manifesto Politico

Le nostre radici affondano sia nel patrimonio culturale e nel sistema dei valori del popolarismo autonomista di tradizione cristiana espresso nei secoli dalla comunità trentina (ben richiamato nell’articolo 2 del nostro Statuto) sia nella grande tradizione del popolarismo italiano ed europeo, la cui storia ha un filo conduttore: la ricerca della condivisione e dell’unitarietà ossia la capacità di trovare una sintesi politica pur nella molteplicità delle posizioni. Sintesi che è l’essenza stessa della politica.
Alla luce di questa premessa riteniamo che l’andare a Congresso in maniera unitaria, con un'unica lista per il Comitato e con un unico candidato Presidente sia esattamente andare nella direzione di una volontà di condivisione totale del nostro progetto politico, al fine di superare la frammentazione e l’individualismo che tanti danni hanno fatto all’Italia e al Trentino nella storia recente. Unitarietà e condivisione di valori non negoziabili quali la persona, la libertà, la responsabilità, la solidarietà, le pari opportunità, la giustizia sociale e il bene comune.
Alla luce delle attuali difficoltà economico-sociali, la nostra priorità politica diventa l’attivazione di interventi rivolti al superamento delle diseguaglianze e della povertà, criticità che quotidianamente vediamo mettere a repentaglio la coesione sociale e l’intero sistema-paese. Ciò riteniamo possibile con politiche che premiano il merito, che incentivano la solidarietà, che rispettano le tradizioni, che supportano tutte le forme dell’associazionismo, che difendono la libertà e la democrazia.
Guardiamo, nello stesso tempo, con preoccupazione alla situazione delle giovani generazioni e vogliamo lavorare affinché abbiano un futuro migliore e per questo perseguiamo una economia sociale di mercato basata sulla meritocrazia, sulla sostenibilità ambientale, sulla solidità e trasparenza della finanza pubblica, nella quale competitività e libertà imprenditoriale siano in equilibrio con la giustizia sociale.
Principi che hanno informato il programma redatto per le elezioni provinciali dello scorso ottobre ed elaborato a più mani secondo il faro del nostro impegno e della nostra azione, ossia il metodo partecipativo fondato sulla condivisione e scambio di idee, programma che ancora oggi riteniamo mantenga inalterata la sua validità sia nei presupposti ideali sia nelle indicazioni operative.
Ma per noi la politica è anche cultura, è formazione perché sono le idee che devono guidare la gestione della cosa pubblica, del bene comune. Di qui l’attivazione della nostra scuola di formazione politica quale luogo di crescita della nuova classe dirigente.
Tutto questo al fine di dare risposte concrete alla crisi economica, istituzionale, politica che sta vivendo il nostro Trentino.
Mancanza di lavoro, difficoltà del sistema-impresa, disoccupazione giovanile, povertà delle famiglie, aumento del divario tra abbienti e non abbienti, politiche di welfare contraddittorie, esigono nuovi contenuti e nuovo ruolo della politica provinciale. Oggi vediamo invece una maggioranza impegnata nel mero mantenimento del potere con scarsa coesione interna e diversità di vedute che rischiano di bloccare qualsiasi capacità di risposta della Provincia alle attese e ai forti bisogni della nostra comunità. Anche i rapporti con Roma sono molto problematici ed è in forte rischio la stessa tenuta non solo finanziaria del nostro sistema autonomistico.
Mai come oggi il presente e il futuro del nostro speciale sistema di convivenza necessita di un forte cambiamento di cultura e di prassi politica, di contenuti e di metodo dei quali vogliamo essere protagonisti.
L’unità, la condivisione di valori, il desiderio di vedere nascere un Trentino capace di difendere la sua dimensione locale, di valorizzarla, ma anche di promuoverla nel contesto europeo deve diventare la base della nostra azione politica, aperta e pronta ad interpretare una nuova cultura autonomistica in chiave europea. Unione Europea che seppure preda di una deriva tecnocratica e finanziaria, tenga fede allo spirito dei padri fondatori (non a caso della grande famiglia dei popolari europei) e torni ad essere l“Europa dei Popoli”, ossia, una risorsa economica, culturale e sociale per tutti gli stati membri e uno spazio istituzionale di pacifica convivenza e fattiva collaborazione.
Per poter svolgere questo ruolo da protagonista è indispensabile ridare il giusto spazio alla Regione Trentino Alto-Adige, non tanto in chiave pantirolese, ma secondo l’intuizione degasperiana che vedeva nella Regione l’asse istituzionale portante del nostro speciale assetto autonomistico. Regione chiamata oggi ad essere il più forte strumento di mediazione fra gli enti territoriali, lo Stato Italiano e i partners europei.
Guardando oltre il populismo dilagante, l’estrema personalizzazione dei partiti e una politica troppo spesso intesa come mero esercizio e mantenimento del potere, oggi abbiamo la consapevolezza della necessita di riporre al centro un soggetto politico dotato di una chiara identità e sebbene fortemente territoriale sia aperto alla ricostruzione di una ampia area politica di responsabilità e libertà.
In politica e nelle istituzioni vogliamo essere conservatori e riformatori, dunque, portatori della cultura dalle forti radici ma anche attivatori di un’azione riformatrice che facendo i conti con le difficoltà dell’oggi sappia interpretare il patrimonio valoriale e culturale del passato alla luce delle sfide della contemporaneità. Un impegno politico che cercando di andare oltre un bipolarismo asfittico che oggi rischia di paralizzare il nostro Trentino, sia capace di riportare speranza e fiducia nella politica provinciale.
Certo l'esito delle elezioni provinciali ci ha affidato non un ruolo di governo, ma di opposizione e il contraccolpo ha portato PT a vivere un periodo di smarrimento.
Il nostro Congresso deve, allora, essere l’occasione per ripartire alla luce di una chiara linea politica. Ce lo chiedono i nostri elettori e i molti che guardano a noi dall’esterno con grande interesse.
Da questo dobbiamo ripartire per rifondare il nostro progetto politico e costruire una vasta area popolare alternativa alla sinistra socialdemocratica e ai populismi oggi dilaganti. In un momento in cui la nostra Provincia si trova a dover fronteggiare una crisi economica profonda, aggravata dalla minaccia di un quadro geopolitico nazionale ed europeo sempre più preoccupante e drammaticamente incerto, riteniamo prioritario creare in primo luogo nel Trentino quell’area popolare, e non populista, che sola riteniamo sia in grado di esprimere una governabilità credibile e coesa attrezzata a far fronte alle difficili sfide del mondo contemporaneo. Nello stesso tempo contribuire a costruire, insieme alle forze che si richiamano alla tradizione del popolarismo europeo, un’offerta politica alternativa al socialismo europeo, uscendo però dagli schemi compromessi del passato, consapevoli della necessità di rinforzare la presenza delle forze popolari nelle varie istituzioni locali, nazionali ed europee, al fine di imprimere il marchio popolare sulle ricette necessarie a fornire prospettive di crescita e sviluppo.
La scommessa a cui siamo chiamati è, allora, quella di buttare dalla finestra la logica del bilancino e dei personalismi e, nel nuovo schema della politica che non vede più sinistra contro destra ma innovatori contro conservatori, trovare nuovi argomenti per ricostruire l’identità e la proposta di un nuovo soggetto politico.
In tale prospettiva vogliamo impegnarci in una logica aperta e inclusiva che non sia una somma di sigle, ma che miri alla costruzione di un accordo politico con chi crede nei valori popolari, guardando anche ai mondi esterni alla politica e ai territori e confrontandosi, senza alcuna pregiudiziale anche con soggetti portatori di storie diverse. Tutto ciò al fine di diventare un credibile e autorevole riferimento per i trentini liberali, cattolici, laici, riformisti e moderati.
Progetto Trentino vuole garantire la governabilità e la stabilità del sistema-Provincia e diventare il motore per la costruzione di un futuro migliore e più equo.

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