Statuto

Statuto del Movimento Politico

"Progetto Trentino"

 

ART. 1 DENOMINAZIONE

La denominazione del Movimento politico con forma giuridica di associazione non riconosciuta è “PROGETTO TRENTINO” (di seguito Movimento).

 

ART. 2 CONTRASSEGNO DEL MOVIMENTO

Il Movimento “Progetto Trentino” ha un proprio contrassegno con le seguente caratteristiche: "Lettere "P" e "t" rispettivamente maiuscola e minuscola disposte una di seguito all'altra, in carattere bastoncino, la "P" in colore arancione e la "t" in colore rosso ciliegia, inferiormente a quest'ultima è posta la scritta "PROGETTO TRENTINO" in carattere bastoncino di colore rosso ciliegia, disposta su due righe; il tutto un un cerchio bianco con un piccolo uncino esterno in basso a sinistra.

Tale cerchio è a sua volta inscritto in un altro cerchio di colore rosso carminio sfumato in rosso ciliegia."

Detto contrassegno si allega al presente statuto sotto la lettera "A".

Può, di volta in volta, essere stabilito che il medesimo sia integrato, a seconda dell'utilizzo, su proposta della Direzione e deliberazione del Comitato provinciale, mediante aggiunta di simboli, nomi o diciture all'interno di esso, senza tuttavia che la nuova parte aggiunta venga per questo a costituire permanentemente parte del Simbolo stesso.

 

ART. 3 SCOPO DEL MOVIMENTO

"PROGETTO TRENTINO" è un Movimento che ha il fine di attuare un programma politico che attingendo ai valori della storia trentina e della sua proiezione europeista, pone alla base della propria azione politica ed istituzionale, improntata ai principi di democrazia, libertà, giustizia, uguaglianza e solidarietà sociale:

  • la tradizione cristiana che è alla radice dell’umanesimo e del solidarismo della gente trentina;
  • la visione dell’autonomia in un confronto con le altre tradizioni liberali, democratiche e riformiste;
  • la partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica ad ogni livello politico ed istituzionale;
  • l’identità territoriale e l’idea dell’integrazione in ambito europeo, dando seguito all’intuizione degasperiana della necessità di un'Europa unita;
  • la coesione sociale, la solidarietà, la valorizzazione degli universi della cooperazione dell’associazionismo, del volontariato, del privato sociale;
  • il principio di sussidiarietà, in particolare nella sua dimensione “orizzontale”;
  • lo sviluppo durevole e le sfide della modernizzazione;
  • la cittadinanza responsabile e la libertà attiva, in particolare in rapporto alle nuove sfide che provengono dai fenomeni di immigrazione;
  • l’etica della responsabilità;
  • la promozione delle relazioni umane autentiche, l’amicizia, la centralità della persona e il perseguirne il benessere individuale e sociale;
  • il vero senso di libertà, rispondente alla maturità civile della gente trentina e al più alto sviluppo delle sue energie.

Il Movimento promuove il proprio programma attraverso l'azione politica dei suoi aderenti, dei suoi sostenitori e simpatizzanti e di tutti coloro che si riconoscono nei progetti di partecipazione all'amministrazione e al governo delle istituzioni, anche solo attraverso l'espressione del proprio voto, in occasione delle consultazioni elettorali cui "Progetto Trentino" prenderà parte con la presentazione di proprie liste di candidati.

"Progetto Trentino" ha, pertanto, come proprio principale scopo quello della partecipazione con liste di propri candidati, anche in collegamento, in unione o in via congiunta con altre forze e formazioni politiche, alle consultazioni elettorali che si terranno per il rinnovo degli organi politici rappresentativi delle istituzioni ad ogni livello ed in particolare per l'elezione del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, per il rinnovo del Consiglio regionale e provinciale, per l'elezione dei Sindaci e per il rinnovo dei Consigli comunali, oltre che per l'elezione dei componenti di ogni altro consesso politico o amministrativo di cui è previsto il rinnovo elettivo.

Il Movimento ha, infine, come ulteriore scopo quello della partecipazione al dibattito e, in generale, all'attività politica e istituzionale, in ogni sede politica e in ogni sede istituzionale, in ogni sua tradizionale forma e, segnatamente, attraverso l'attività dei Gruppi costituiti nelle varie sedi istituzionali, secondo quanto previsto nei relativi Regolamenti.

 

ART. 4 SEDE DEL MOVIMENTO

Il Movimento ha sede legale in Trento.

 

ART. 5 ISCRITTI AL MOVIMENTO

Sono iscritti al Movimento “Progetto Trentino” i fondatori comparenti nell'atto costitutivo, nonché gli associati all'Associazione culturale e di pensiero politico “Progetto Trentino” che esprimono formalmente entro sei mesi dalla sua costituzione anche la loro adesione al Movimento, nonché coloro che presentano domanda di iscrizione al Movimento politico con versamento della relativa quota, che venga accettata dalla Direzione.

Possono partecipare al Movimento, secondo modalità definite dalla Direzione, coloro che riterranno di riconoscersi nei suoi valori fondanti, anche come esemplificati all'art. 3 che precede, e che ne condivideranno i programmi elettorali e di funzionamento di volta in volta elaborati e condivisi.

Costituisce dovere degli aderenti al Movimento il rispetto del presente Statuto e di ogni altra decisione assunta in conformità ad esso, all'atto costitutivo e a qualsiasi altro accordo stipulato per il funzionamento del Movimento e per l'attuazione dei suoi scopi e delle sue finalità, ivi aggiunti gli eventuali accordi da questo stipulati con altri movimenti o formazioni politiche o altri terzi. Il mancato rispetto dei doveri fra gli aderenti può costituire ragione di estromissione dal Movimento, deliberata dalla Direzione.

 

ART. 6 QUOTA ASSOCIATIVA

Gli iscritti sono tenuti al pagamento di una quota associativa annuale il cui importo è fissato annualmente dal Comitato su proposta della Direzione. Tale

importo può essere aumentato in relazione ad incarichi elettivi o in istituzioni dell'aderente.

Le quote annuali devono essere versate in unica soluzione nei termini stabiliti dalla Direzione.

Esse sono dovute per l’intero anno solare in corso, indipendentemente dal momento dell’avvenuta iscrizione da parte dei nuovi aderenti.

Gli iscritti di nuova ammissione devono provvedere al versamento della quota dovuta contestualmente alla domanda per poter far parte a tutti gli effetti del Movimento. La quota verrà restituita in caso di non ammissione al Movimento.

Le quote versate non sono in alcun modo ripetibili, né in caso di scioglimento del Movimento, né sono trasmissibili, essendo l’adesione strettamente personale.

 

ART. 7 PERDITA DELLO STATUS DI ISCRITTO

Lo status di iscritto deve risultare da apposito registro tenuto a cura della Direzione.

Tale status può venir meno per i seguenti motivi:

a) in caso di decesso del socio;

b) per decadenza e cioè per la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;

c) per delibera di esclusione della Direzione per accertati motivi di incompatibilità, per aver contravvenuto alle norme ed obblighi del presente statuto e degli eventuali regolamenti, per aver arrecato grave pregiudizio o danni morali o materiali al Movimento, per essersi iscritto o essersi presentato alle elezioni in altre formazioni politiche, per morosità nel pagamento delle quote dovute, per interdizione, inabilitazione o condanna del socio per reati gravi in genere, ad eccezione di quelli di natura colposa, per condotta contraria alle leggi e all’ordine pubblico e comunque nei casi previsti all'art. 5;

d) per recesso, da notificarsi con lettera raccomandata AR, al Presidente dell’Associazione, o recapitata a mano presso la sede del movimento con efficacia dalla data di ricezione.

L’assunzione di qualsiasi provvedimento di esclusione per i casi contemplati deve essere comunicata all’interessato con lettera raccomandata AR. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali lo stesso è stato assunto.

L’iscritto colpito da provvedimento di esclusione può fare ricorso al Collegio dei Probiviri entro trenta giorni dalla notifica.

La riammissione può essere richiesta solo dopo che siano cessate le cause che hanno determinato l’esclusione.

Fermo restando quanto previsto in materia di recesso dal Codice Civile, nonché il rispetto degli obblighi assunti fino a quel momento nei confronti del Movimento, l’iscritto receduto non potrà vantare alcun diritto in ordine alle attività svolte per la realizzazione anche parziale degli obiettivi del Movimento.

 

ART. 8 ORGANI DEL MOVIMENTO

Sono organi del Movimento:

a) l’Assemblea;

b) il Comitato provinciale;

c) la Direzione;

d) il Presidente;

e) il Vice Presidente;

f) i Coordinamenti territoriali e i relativi coordinatori;

h) il Tesoriere;

i) il Collegio dei Probiviri;

l) il Collegio dei Revisori dei Conti.

 

ART. 9 L’ASSEMBLEA

L’Assemblea è composta da tutti gli iscritti nel registro tenuto a cura della Direzione e rappresenta l’universalità degli associati stessi e le sue deliberazioni, prese in conformità alla legge ed al presente statuto, che vincolano tutti gli aderenti anche se assenti o dissenzienti.

 

ART. 10 CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA

L’Assemblea degli aderenti deve essere convocata, anche fuori dalla sede sociale, purchè nel territorio dell’Unione Europea, dal Presidente almeno una volta all’anno, entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio, per l’approvazione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente e, quando del caso, per la nomina del Presidente e dei membri del Comitato provinciale, del Collegio dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri. L’Assemblea può inoltre essere convocata ogni qual volta la Direzione ne ravvisi la necessità o quando ne sia fatta richiesta motivata alla Direzione da almeno un quinto dei soci.

Le Assemblee sono convocate con avviso contenente l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare spedito ad ogni socio a mezzo pubblicazione sul sito internet del Movimento, oppure con lettera, fax o e-mail, all’indirizzo indicato dal socio, almeno 7 (sette) giorni prima della data fissata, fatta eccezione che per il caso del rinnovo della carica del Presidente in conformità alle previsioni dell’art. 25.

L’avviso di convocazione fissa anche la data per la seconda convocazione, ove del caso.

 

ART. 11 DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA

Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese in prima convocazione a maggioranza di voti dei presenti, purché essi siano almeno la metà degli aventi diritto al voto. In seconda convocazione le deliberazioni sono valide qualunque sia il numero degli intervenuti.

Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio ed in quelle che riguardano eventuali azioni per la loro responsabilità o nelle quali gli stessi siano direttamente coinvolti, i membri della Direzione non hanno diritto di voto.

Per le assunzioni di deliberazioni concernenti modifiche dello statuto, lo scioglimento del Movimento e la devoluzione del patrimonio, occorre la presenza di almeno 2/3 (due/terzi) degli aventi diritto al voto e le stesse sono valide solo se ottengono il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Non è ammesso il voto per corrispondenza.

 

ART. 12 PRESIDENZA DELL’ASSEMBLEA E VERBALIZZAZIONE

L’Assemblea è presieduta dal Presidente od in sua assenza dal Vice Presidente assistito da un Segretario eletto dall’assemblea.

Delle riunioni delle Assemblee è redatto processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.

 

ART. 13 ESPRESSIONE DEL VOTO IN ASSEMBLEA

L’Assemblea vota normalmente per alzata di mano; su decisione del Presidente per argomenti di particolare importanza, in ogni caso ed in via tassativa se si tratta di questioni riguardanti persone, la votazione è effettuata con scrutinio segreto. II Presidente può, in questo caso, proporre due scrutatori tra i presenti che vengono nominati dall’Assemblea e incaricati dello svolgimento delle attività connesse al voto e al suo spoglio. E' possibile derogare a tale criterio quando si tratti di votazioni in presenza di un unico candidato o di un numero di candidati pari alle cariche disponibili, per cui è ammesso il voto palese per alzata di mano in caso non pervengano richieste di voto segreto. Tale deroga deve essere preventivamente approvata dall’assemblea con voto palese ad alzata di mano. Se il 20% degli aventi diritto presenti è contrario si procede comunque con scrutinio segreto.

 

ART. 14 MATERIE DI COMPETENZA DELL’ASSEMBLEA

L’Assemblea è chiamata a:

a) eleggere il Presidente del Movimento ed approvare la linea politica dallo stesso proposta;

b) deliberare sulle direttive di ordine generale dell’Associazione da impartire alla Direzione e sull’attività da essa svolte o da svolgere nei vari settori di competenza;

c) eleggere i membri del Comitato, ed i membri del Collegio dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri;

d) discutere e approvare il bilancio consuntivo e preventivo;

e) deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario sottoposto alla sua approvazione dal Presidente del Movimento;

f) nominare, di volta in volta per ogni adunanza, il segretario dell’Assemblea.

In sede straordinaria l’Assemblea:

a) delibera sullo scioglimento dell’Associazione;

b) delibera sulle proposte di modifica dello statuto e dell’atto costitutivo;

c) delibera su ogni altro argomento di carattere straordinario sottoposto alla sua approvazione dal Presidente del Movimento;

d) delibera la vendita o l’acquisizione dei beni immobili;

e) delibera in merito alla devoluzione del patrimonio;

f) delibera in merito alle azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori.

I documenti sottoposti all’approvazione dell’assemblea in sede straordinaria e alle lettere b), d) ed e) in sede ordinaria, debbono essere recapitati o per posta elettronica o via posta al socio/iscritto o pubblicati on-line contestualmente alla convocazione.

 

ART. 15 IL COMITATO

L'assemblea elegge il Comitato provinciale il quale è presieduto dal Presidente del Movimento ed è composto da 20 membri. Le elezioni per il Presidente e il Comitato sono disciplinate da un Regolamento approvato dall’Assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti. Tale regolamento deve prevedere sia le modalità di presentazione delle candidature sia il sistema elettorale che dovrà essere comunque improntato alla massima valorizzazione del socio, quindi prevedere anche le preferenze. Fanno parte di diritto del Comitato, i parlamentari, i consiglieri regionali e provinciali, nonché i coordinatori dei coordinamenti territoriali.

II Comitato rimane in carica per tre anni.

Per la discussione su specifiche tematiche, il Presidente può invitare a prendere parte alle riunioni del Comitato personalità ed esperti esterni.

Il Comitato si riunisce almeno due volte all’anno ed ogni volta che il Presidente lo convochi di propria iniziativa o su richiesta di un terzo dei suoi componenti.

Il Comitato, organo di indirizzo politico del Movimento:

a) elegge i membri della Direzione;

b) approva il programma annuale di attività predisposto dalla Direzione;

c) propone attività inerenti la realizzazione delle finalità del Movimento;

d) fornisce indicazioni per la migliore divulgazione del programma politico del Movimento;

e) approva gli atti proposti dalla direzione;

f) si pronuncia sugli argomenti che gli sono sottoposti dal Presidente e dalla Direzione;

g) elegge il Tesoriere del Movimento.

 

ART. 16 LA DIREZIONE

Il Movimento è retto da una Direzione composta da un minimo di cinque ad un massimo di sette membri, eletti dal Comitato tra i suoi membri; essi durano in carica 3 (tre) anni.

 

ART. 17 SOSTITUZIONE DI MEMBRI DELLA DIREZIONE E DEL COMITATO IN CORSO DI MANDATO

Qualora nel corso del mandato triennale venissero a mancare uno o più membri della Direzione, gli stessi sono sostituiti dai primi dei non eletti. In mancanza di sostituti il Presidente convoca il Comitato per la nomina dei nuovi membri sostituti.

I membri così nominati restano in carica sino alla scadenza della Direzione in carica. Se la maggioranza dei componenti danno contestualmente le dimissioni, o il Presidente rassegna le dimissioni, gli organi decadono ed entro due mesi il Presidente, o in sua assenza il Vicepresidente, deve convocare l’assemblea degli iscritti.

 

ART. 18 CONVOCAZIONE DEGLI ORGANI

La Direzione e il Comitato sono convocati dal Presidente con lettera raccomandata, fax o e-mail da spedirsi, all’indirizzo indicato dal componente, almeno 5 (cinque) giorni prima della riunione o, nei casi di urgenza, mediante fax, SMS o e-mail da inviarsi almeno ventiquattro ore prima, contenente

l’indicazione di data, ora, luogo della riunione e l’indicazione degli argomenti da trattare.

Per la validità delle deliberazioni della Direzione e del Comitato è richiesta la presenza di almeno la metà dei membri e le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti espressi; in caso di parità prevale il voto di chi presiede la riunione.

Delle deliberazioni della Direzione e del Comitato si redige processo verbale firmato dal Presidente e da un segretario verbalizzante.

Nei casi di urgenza, con la presenza di tutti i membri e per accettazione unanime della Direzione o del Comitato si può anche decidere la trattazione di argomenti non iscritti all’ordine del giorno.

 

ART. 19 PARTECIPAZIONE ALLE SEDUTE DELLA DIREZIONE E DEL COMITATO

E’ fatto obbligo ai membri di partecipare alle riunioni della Direzione e del Comitato.

Qualora un membro non partecipi a tre riunioni consecutive senza giustificato motivo è considerato dimissionario e viene sostituito secondo l’iter di cui all’art. 16.

 

ART. 20 RIUNIONI DELLA DIREZIONE E DEL COMITATO

La Direzione si riunisce almeno sei volte all’anno e comunque tutte le volte che il Presidente del Movimento lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta dalla maggioranza dei membri.

Le sedute della Direzione e del Comitato sono presiedute dal Presidente del Movimento o, in sua assenza, dal Vice Presidente.

 

ART. 21 MATERIE DI COMPETENZA DELLA DIREZIONE

La Direzione è investita dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria del Movimento, ad eccezione di quanto per legge o statuto sia devoluto alla competenza dell’Assemblea e del Comitato. In particolare la Direzione:

a) attua la linea politica del Movimento;

b) propone la partecipazione alle elezioni ad ogni livello, gli accordi con altri movimenti e partiti e predispone le liste e le candidature. Tali atti sono sottoposti all’approvazione del Comitato;

c) delibera sull’ammissione di nuovi Soci e sulla loro esclusione;

d) delibera le proposte di bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’Assemblea;

e) propone i regolamenti e le norme per l’organizzazione ed il funzionamento del Movimento;

f) acquista ed aliena beni mobili; accetta eredità e legati; determina l’impiego dei contributi, delle erogazioni e dei mezzi finanziari a disposizione dell’Associazione;

g) stabilisce l’ammontare delle quote di adesione al Movimento per i singoli esercizi;

h) sottopone al Comitato e all'Assemblea, dopo appropriata disamina, proposte, segnalazioni, mozioni formulate dagli associati e le modifiche dello

statuto;

i) delibera su qualsiasi questione che non sia dal presente statuto espressamente demandata all’Assemblea o ad altri organi.

 

ART. 22 IL PRESIDENTE DEL MOVIMENTO

Il Presidente rappresenta politicamente e legalmente il Movimento nei confronti dei terzi ed in giudizio, con facoltà di nominare all’uopo procuratori alle liti. Egli ha la formale titolarità dell'uso del contrassegno e ne autorizza o concede l'uso su deliberazione favorevole del Comitato. In caso di assenza o impedimento, il Presidente è sostituito dal Vicepresidente per tutte le sue funzioni, compreso l’utilizzo del contrassegno per le competizioni politiche nel rispetto del presente statuto. La sottoscrizione degli atti da parte del Vicepresidente costituisce attestazione dell’assenza o impedimento del Presidente.

Il Presidente viene eletto dall'Assemblea, unitamente al Comitato, e sceglie il Vice Presidente tra i membri della Direzione.

Rimane in carica 3 (tre) anni e può essere riconfermato.

Il Presidente:

a) convoca e presiede l’Assemblea, la Direzione, il Comitato;

b) propone al Comitato la linea politica del Movimento;

c) provvede all’attuazione delle deliberazioni adottate dagli organi dell’Associazione, assicurando l’osservanza dello Statuto e degli eventuali regolamenti;

d) sottoscrive convenzioni e contratti;

e) esercita ogni altra attribuzione a lui deferita dal Comitato o da norme di legge;

f) adotta provvedimenti d’urgenza di competenza della Direzione sottoponendoli alla ratifica della stessa nella prima seduta utile.

 

ART. 23 I COORDINAMENTI TERRITORIALI

Il Movimento è articolato sul territorio mediante dei Coordinamenti territoriali il cui numero e territorio di riferimento sono stabiliti dal Comitato provinciale su proposta della Direzione, i quali sono coordinati da un Coordinatore territoriale. La composizione numerica è stabilita dal Comitato provinciale. Le norme di elezione e di funzionamento del Coordinamento territoriale e le competenze sono quelle previste per il Comitato provinciale, con il vincolo del territorio corrispondente. Il Coordinatore territoriale è membro di diritto del Comitato provinciale.

 

ART. 24 IL TESORIERE

II Tesoriere cura la gestione della cassa dell’Associazione e ne tiene la contabilità, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili. Cura inoltre l’inventario di tutti i beni dell’Associazione e redige il bilancio consuntivo annuale e il bilancio preventivo da sottoporre all’approvazione della Direzione e quindi dell’Assemblea dei soci previo parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti e del Comitato. Il Tesoriere può essere delegato dal Presidente a compiere atti di sua spettanza di natura amministrativa e civile, di cui si assume la piena responsabilità.

 

ART. 25 IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI O IL REVISORE DEI CONTI

L’Associazione può nominare un Collegio dei Revisori dei Conti o un Revisore dei conti.

Nel caso di nomina di un Collegio dei Revisori dei Conti lo stesso è composto da un Presidente, da due membri effettivi nominati dall’Assemblea, anche tra persone non associate e dotate di specifica competenza in materia contabile e di revisione di bilancio.

Al Collegio dei Revisori dei Conti o al Revisore dei conti spetta il compito di:

a) provvedere al riscontro degli atti di gestione;

b) accertare la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili;

c) esaminare il bilancio di previsione, le relative variazioni ed il conto consuntivo, redigendo apposite relazioni;

d) effettuare verifiche di cassa.

La carica di Revisore è incompatibile con quella di consigliere ed ha la durata di 3 (tre) esercizi ed è rinnovabile anche più volte.

I Revisori dei Conti partecipano all’Assemblea che approva il bilancio di previsione e consuntivo e sono invitati ad assistere, con facoltà di parola e senza diritto di voto, alle riunioni della Direzione.

 

ART. 26 COLLEGIO DEI PROBIVIRI

II Collegio dei Probiviri è formato da tre membri eletti all’unanimità dall’assemblea tra i soci e resta in carica 3 (tre) esercizi. I suoi membri sono eleggibili per non più di due mandati consecutivi.

In caso di decesso, incapacità, impedimento o dimissioni di uno dei membri del Collegio dei Probiviri lo stesso viene sostituito per cooptazione dal Presidente.

II Collegio dei Probiviri definisce inappellabilmente, in qualità di arbitro, tutte le controversie che dovessero sorgere in merito alla posizione dei soci o per l’interpretazione delle previsioni dello statuto.

 

ART. 27 BILANCIO E LIBRI SOCIALI

L’esercizio sociale si chiude al 31 (trentuno) dicembre di ogni anno.

Alla fine di ciascun esercizio il Tesoriere procede alla redazione del bilancio consuntivo da presentare per l’approvazione, unitamente al programma economico dell’attività per il nuovo esercizio ed al preventivo delle spese, all’Assemblea da convocarsi entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

L’Associazione terrà a cura della Direzione i seguenti documenti:

- libro Verbali Assemblee dei Soci;

- libro Verbali Direzione;

- libro giornale e, se necessario, registri fiscali;

- libro Inventari;

- libro dei Soci.

 

ART. 28 UTILI DELLA GESTIONE

E’ vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione nonchè di fondi, riserve o capitale durante la vita del Movimento, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.

 

ART. 29 SCIOGLIMENTO DEL MOVIMENTO

Il Movimento ha durata illimitata.

In caso di scioglimento del Movimento l’Assemblea nomina uno o più liquidatori che provvederanno alla liquidazione del patrimonio, secondo le norme di legge.

Rappresenta causa di scioglimento del Movimento anche l’impossibilità di funzionamento dell’Assemblea. In tale caso, ciascuno dei membri della Direzione potrà chiedere all’autorità competente la nomina del o dei liquidatori.

Quanto residuerà, esaurita la liquidazione, viene devoluto ad altro ente o soggetto giuridico non avente scopo di lucro, con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità scelto dal/i liquidatore/i in base alle indicazioni fornite dall’Assemblea e sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

 

ART. 30 DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

Per la scelta dei candidati alle elezioni di tutti i livelli istituzionali, con regolamento approvato dal Comitato verranno stabilite le modalità di scelta, di iniziativa e relative eventuali sottoscrizioni in modo tale da garantire e promuovere la massima partecipazione possibile.

Secondo le disposizioni del d.lgs. 460/1997, che regolamenta la definizione di ente non commerciale, il Movimento deve far rispettare – per quanto riassunto o non presenti negli articoli precedenti dello Statuto – le seguenti clausole espresse obbligatorie:

- è fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale del Movimento durante la vita dello stesso, salvo che la distribuzione non sia prevista dalla legge;

- il consuntivo di gestione elaborato dalla Direzione sarà redatto nella forma di rendiconto economico e finanziario;

- le quote o contributi associativi non sono trasmissibili. Le quote ed i contributi non sono rivalutabili nel tempo.

Per il raggiungimento degli scopi il Movimento può avvalersi, oltre che del volontariato dei soci, dei seguenti mezzi:

- dell’eventuale assunzione di dipendenti;

- di eventuali prestazioni professionali o di collaboratori.

Per quanto non previsto dal presente Statuto si intendono applicabili le norme di legge vigenti in materia di associazioni e movimenti politici. Competente all'attuazione di ogni obbligo di legge in materia elettorale o relativa alla percezione di contributi, rimborsi elettorali o quant'altro non specificamente previsto è la Direzione.

 

ART. 31 NORMA TRANSITORIA

Per la costituzione del Movimento, in deroga a quanto previsto dalle norme del presente statuto relative all’elezione degli organi, si procede tramite redazione di un atto costitutivo nel quale i comparenti, fondatori del Movimento, indicano i nomi dei componenti degli organi del Movimento previsti dallo statuto stesso. Detti organi rimangono in carica sino a rinnovo degli stessi nelle forme di cui al presente statuto, rinnovo da effettuarsi entro l’anno solare 2014.

E' data facoltà agli organi del Movimento creati nell'atto di costituzione e sino al

loro primo rinnovo, di procedere all'integrazione dei propri membri, o alla sostituzione di quelli dimissionari, decaduti o comunque venuti meno, fino al numero massimo consentito dallo statuto, mediante cooptazione decisa a maggioranza assoluta dei propri componenti.

 

F.to Maurizio Roat

F.to Francesco Valduga

F.to Lorenzo Rizzoli

F.to Marco Saggiorato

F.to Danilo Brida

F.to Monica Ferrari

F.to Silvano Grisenti

F.to Enrico Borghetti

F.to Mariangela Sandri

F.to Mauro Dorigoni

F.to Elena Albertini

F.to Guido Falqui Massidda

F.to Flavio Bertoldi

F.to Arcadio Vangelisti Notaio L.S.