PT News 111-2016

 

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Martedì, 22 Gennaio 2019 PT-News 111        
    
    DOPO IL NO.....

Cara/o Visitatore

 

Dopo il NO, serve un Basta!!!
a cura di Avanzi Roberto


E' vero siamo in democrazia, quindi tutti devono avere la possibilità di esprimersi, dire quello che pensano.
Nonostante la clamorosa sconfitta del sì, in molti della maggioranza che governa, si accreditano voti in tal numero da volere elezioni anticipate convinti di vincere e tornare a governare. Contenti loro!!
Se avessero tute queste certezze, avrebbero vinto il referendum e invece hanno toppato clamorosamente, nonostante lo spiegamento di corazzate e pezzi da novanta, risparmiamoci l'elenco e le predizioni catastrofiche su borsa e spread.
Fantastico e stupefacente rileggere le previsioni degli economisti su  una eventuale vittoria del no, nulla di quello descritto e predetto si è verificato, credo che loro non si dimettano, peccato.
C'è chi avrebbe lasciato l'Italia se avesse vinto il No, una dichiarazione pessima, chi lascia il nostro paese lo fa per motivi molto più importanti, non ha lavoro e non vede un futuro per se.
In Trentino, si legge, volano gli stracci, qui dove il voto ha assunto un significato politico realmente importante, sono cominciate le grandi manovre in vista delle sempre più probabili elezioni nazionali, il quadro politico è terribilmente confuso, già si pensa chi si dovrà candidare per andare all'Urbe. A parte questo che sembra un po' prematuro, ecco all'orizzonte nuove sigle e aggregazioni, quasi fisiologico verrebbe da dire se non che, di novità, nemmeno l'ombra.
In tanti, forse troppi, voglio accaparrarsi gli elettorati dell'Upt e del Patt senza uno straccio di proposta, di idea.
Nella confusione, qualcuno vuole a tutti i costi dettare la linea da qui al 2018, liberi di farlo, si parla di “nuovi valori”, di fase nuova, di inutilità del tavolo per il terzo statuto, ecc.
In realtà. La politica trentina dovrebbe uscire una volta per tutte dalla ambiguità e dagli equivoci, chi a chiuso la Margherita definendola una esperienza finita, andando ad alimentare ed ingrossare le fila dell'attuale Partito Democratico, non è mai riuscito a superare ideologicamente una decisione che da quasi vent'anni crea atriti e crisi istituzionali. Lo stesso movimento autonomista appiattitosi sulle direttive romane ha bisogno di trovare nuovi sbocchi per riappropriarsi delle sue origini.
Oggi è finita l'epoca delle appartenenze ideologiche, ho si trovano capacità interpretative nuove, svincolate da vecchi schemi, oppure anche in Trentino i movimenti nazionali più capaci di interpretare strategie diverse avranno un buon consenso. Dopo il No è ora di dire basta ad un modo di fare politica che ha stufato e impoverito anche culturalmente.

Trento, 7 dicembre 2016.
                                                                           Segreteria Organizzativa

 

 

 

 

 

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