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Lunedì, 22 Aprile 2019 PT-News        
    
    PRIMIERO

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PRIMIERO, VALLE DIMENTICATA?

a cura di Avanzi Roberto

Se paragoniamo l'intraprendenza dell'Alto Adige per la viabilità stradale e soprattutto ferroviaria, collegata alla prossima apertura del tunnel del Brennero, possiamo constatare che il Trentino è fermo, l'unica proposta degli ultimi tempi riguarda il collegamento Loppio Busa per raggiungere il Garda, per il resto si è fermi alla vecchia proposta, poi messa  in un cassetto, di Metroland.

La realtà ci dice che molto presto, con il concludersi dei lavori, il collegamento con l'Europa del nord sarà completato e l'unica strozzatura ci sarà in provincia di Trento.Il tratto ad alta velocità che collega Verona a Bologna sta per essere completato, mentre per la provincia di Bolzano, sono partiti i primi bandi per appaltare le opere, chiaramente fino a Salorno, il percorso sarà per la maggior parte in galleria. La previsione dell'aumento del traffico ferroviario è notevole si dovrebbe passare dai 150 treni giornalieri attuali, a circa 400.

Nel mese scorso c'è stata la presentazione del progetto riguardante una ferrovia per collegare le valli di Fiemme e Fassa lungo l'Avisio, anche se dal punto di vista della viabilità stradale non si possono certo lamentare.

Una provincia a vocazione turistica non può permettersi di non progettare “un futuro” lasciando intere zone del Trentino prive di collegamenti rapidi ed efficaci.

La zona più sacrificata e in difficoltà per mancanza di infrastrutture è il Primiero. Per arrivarci bisogna attraversare le province di Vicenza e Belluno, questo sicuramente è un problema annoso che incide sull'economia, sul turismo, sulla sanità, ma diventa anche un problema di isolamento culturale. Pensare di percorrere come collegamento il passo Rolle a nord o il passo Brocon a sud a fini economici o lavorativi è impensabile.

Serve quindi collegare, questa bellissima zona a vocazione turistica, ma anche artigianale, con una strada e una ferrovia che permetta di dimezzare i tempi di percorrenza per raggiungere il capoluogo di provincia.

Il progetto più semplice è sfruttare la ferrovia della Valsugana creando un collegamento in galleria che partendo da Ospedaletto sbuchi fra Imer e Mezzano, un percorso ferroviario che dal punto di vista tecnico potrebbe essere all'avanguardia usando i nuovi treni a idrogeno già in utilizzo in Germania da quest'anno .

Parallelamente, un tunnel sempre con partenza da Ospedaletto e arrivo tra Imer e Mezzano per la viabilità su gomma, collegamento che con la superstrada della Valsugana  ridurrebbe i tempi di percorrenza per raggiungere Trento, in maniera notevole.

In tutta sincerità, la proposta avrebbe un forte impatto per lo sviluppo di una zona che lentamente sta perdendo lavoro, risorse e vede il turismo in difficoltà, da troppo tempo la popolazione sta aspettando una soluzione, con i mezzi tecnologici attuali che consentono di ridurre tempi e costi in modo notevole si possono realizzare quello che rappresenterebbe un futuro per queste valli, sarebbe deleterio rivedere con le valige in mano emigrare i giovani e intere famiglie da questi splendidi luoghi.

Trento, 28 febbraio 2017.

                                                                                             Segreteria Organizzativa. 

 

 

 

 

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