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Mercoledì, 17 Luglio 2019 PT-News 97        
    
    ARGOMENTO

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Identità perdute.
a cura di Avanzi Roberto.

La ricerca di identità da parte dei partiti rappresenta oggi uno dei tanti problemi che affliggono le forze politiche in Trentino, le faide interne legate più ad aspetti di ruolo dei singoli che alle necessità vere per l'amministrazione del territorio, stanno ad indicare la perdita di quei valori che per anni avevano contraddistinto la politica della costruzione, giorno dopo giorno, dell'Autonomia.
Gli atteggiamenti di questi mesi da parte della coalizione che “regge le sorti” del Comune di Trento ne sono la palese dimostrazione.
Cosa può significare la ricerca di identità, se non capire i bisogni di una società che evolve facendone sintesi ed impegno attuativo?
La questione si fa complessa a livello di comprensione, nel momento in cui prevalgono atteggiamenti fuori dalla realtà, ma atti indotti all'occupazione del potere, come ultimo baluardo per il mantenimento del consenso, che se pur nel breve periodo si coniuga a qualche risultato elettorale, alla lunga, consumate le risorse, condanna inesorabilmente al declino.
Allora ecco che si aprono scenari nuovi, fu per prima la Lega ad interpretare i primi disagi, ora il Movimento Cinque Stelle, in Trentino le liste Civiche ed il Movimento Progetto Trentino, il quale, a dire il vero, venne giudicato più come partito di contrapposizione che di vero rinnovamento. In realtà a rileggere il programma elettorale del 2013 le cose paiono interpretabili in modo diverso, rivelando una strategia politica radicalmente nuova, concepita per un rilancio del rapporto con il territorio che appare oggi, l'unica strada, per sostenere un progetto politico serio.
Non si può certo affermare che il centro sinistra autonomista abbia abbagliato per capacità amministrativa e idee, se pensiamo alle politiche sulla sanità, viabilità, sicurezza, orsi e lupi, turismo (vedi impianti di risalita), ecc.
La domanda sorge spontanea, cosa impedisce allora di porsi, a Progetto Trentino, come forza aggregante anche per quelle forze espressione di un civismo allergico ad essere rappresentato dai partiti tradizionali?
Se, per forza di cose, poniamo al centro dei problemi la mancanza di un leader, sia chiaro, facciamo un errore colossale, in Trentino uomini leader non ce ne sono in questo momento, esistono invece tante capacità che messe insieme possono contribuire ad un cambiamento radicale di un partitismo che mostra limiti evidenti.
Facendo invece prevalere, vecchie logiche di rappresentatività, per la sola ambizione di un “posto al sole”, non si farebbe che ripercorrere vecchie ed inutili strade.
La riflessione va fatta, tenendo conto di un rapporto stretto tra valori espressi, visibilità e lavoro sul territorio, senza entrare in quei  temi retorici, riusciamo a ragionare spogliandoci degli ammennicoli della vecchia politica, partendo dalla semplice coniugazione dell'ascolto col la proposizione delle soluzioni?
Sarebbe importante, anzi vitale, per il movimento, pur sottolineando la difficoltà di essere oggi opposizione in questa Provincia, rilanciare l'idea di libero pensiero e libero confronto, in un sistema talmente ingessato da risultare decadente e polveroso, anche se per qualcuno lo vede ancora allettante, per ragioni che paiono più di opportunità che di reale convinzione.

Trento, 4 ottobre 2016.

                                                                             Segreteria Organizzativa

 

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