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Domenica, 24 Marzo 2019 PT-News 98       
    
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I soldi non ci sono: mantra o realtà?

a cura di Sanna Giovanni

Il significato del termine mantra è “il pensiero che agisce”. In altre parole, a forza di sentire una cantilena, una ripetitiva affermazione totalmente indipendente dalla realtà dei suoi contenuti, la nostra mente accantona la capacità critica e si adegua. Il mantra diventa la verità: lo dicono tutti i giorni e lo dicono tutti, per cui ci credo.
Ora, uno dei mantra più ascoltati e conosciuti è quello delle pubbliche amministrazioni, Provincia Autonoma di Trento compresa, secondo cui non ci sono più soldi.
Voglio essere tranchant: non è affatto vero.
Prendo in prestito una questione appena emersa, nella quale l’Associazione Via Pacis di Arco si è vista deliberare dalla Provincia un contributo di 1.155.000 euro (un milione centocinquantacinquemila euro…) per la costruzione di “uno spazio di incontro dove le persone possano spendersi a favore del bene”. Non entro nel merito e, anzi, auguro un grandissimo in bocca al lupo all’Associazione, al suo lavoro e alle sue sorti.
Però questo mi consente di affermare ancora una volta che non è vero che i soldi non ci sono e mi permetto anche, pur conoscendo le regole e i tecnicismi di un bilancio di una P.A., di fare della sana demagogia, come la fa ogni giorno il Governo Renzi sul risparmio che arriverà dalla riforma del Senato (il PD quindi è avvezzo alle argomentazioni demagogiche…).
L’Assessore Zeni ha appena calato la sua mannaia sui Centri Nascite e sui presidi di guardia medica, chiudendone 11, perché costano ben 220.000 euro annui. Siccome la matematica non è un’opinione, con le risorse stanziate per l’associazione di cui sopra, si potrebbero tenere aperte 5 sedi di guardia medica per un altro anno o 1 sola per 5 anni. So bene che questo è un gioco di numeri che in realtà non si può fare e a cui voglio anche aggiungere la decina di milioni pagati alla Deloitte non si ancora per cosa (e al proposito è calato un velo silenzioso anche sull’inchiesta di cui ormai si legge poco o nulla).
Ma giusto per dire che non è vero che i soldi non ci sono: sono diminuite le risorse, questo sì, ma sono ancora più che sufficienti per garantire un’eccellente amministrazione del territorio, un’eccellente tutela dei suoi cittadini, un’eccellente volano per lo sviluppo.
Ciò che è venuta a mancare è quella parte di denaro utilizzata per le elargizioni a pioggia, per garantirsi consenso e rielezione, per fare piaceri a destra e a manca. Quando si è nell’abbondanza, tutto ciò ci può anche stare purché si rispettino le regole. Ma quando dall’abbondanza si scende alla normalità, deve essere prioritario per ogni amministratore non il gesto teso a garantirsi il successo personale (cioè la conferma della carega, magari a un livello più alto di prima), quanto piuttosto la massima efficienza per la quotidianità e il futuro di ogni cittadino: infrastrutture dove servono, occupazione, giovani, sanità (non chiudere i Centri Nascite, non chiudere le guardie mediche, non applicare il ticket sulle ricette…), welfare, sostegno alle famiglie, e così via.
Le marchette elettorali chiudiamole nell’armadio per un po’, e ci renderemo conto tutti quanti (chi le chiede e chi le elargisce) che i soldi ci sono e il mantra ce lo possiamo mettere sotto i piedi.

Trento, 14 ottobre 2016.

                                                                           Segreteria Organizzativa

 

 

 

 

 

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