Statuto

STATUTO DEL MOVIMENTO POLITICO

“PROGETTO TRENTINO”

ART. 1 DENOMINAZIONE

La denominazione del Movimento politico con forma giuridica di associazione non riconosciuta è “PROGETTO TRENTINO” (di seguito Movimento).

ART. 2 CONTRASSEGNO DEL MOVIMENTO

Il Movimento “Progetto Trentino” ha un proprio contrassegno con le seguenti caratteristiche: "Lettere "P" e "t" rispettivamente maiuscola e minuscola disposte una di seguito all'altra, in carattere bastoncino, la "P" in colore arancione e la "t" in colore rosso ciliegia, inferiormente a quest'ultima è posta la scritta "PROGETTO TRENTINO" in carattere bastoncino di colore rosso ciliegia, disposta su due righe; il tutto in un cerchio bianco con un piccolo uncino esterno in basso a sinistra.

Tale cerchio è a sua volta inscritto in un altro cerchio di colore rosso carminio sfumato in rosso ciliegia."

Detto contrassegno si allega al presente statuto sotto la lettera "A".

Può, di volta in volta, essere stabilito che il medesimo sia integrato, a seconda dell'utilizzo, su proposta del Consiglio Direttivo e deliberazione del Comitato Provinciale, mediante aggiunta di simboli, nomi o diciture all'interno di esso, senza tuttavia che la nuova parte aggiunta venga per questo a costituire permanentemente parte del Simbolo stesso.

ART. 3 SCOPO DEL MOVIMENTO

"PROGETTO TRENTINO" è un Movimento che ha il fine di attuare un programma politico che attingendo ai valori della storia trentina e della sua proiezione europeista, pone alla base della propria azione politica ed istituzionale, improntata ai principi di democrazia, libertà, giustizia, uguaglianza e solidarietà sociale:

· la tradizione cristiana che è alla radice dell’umanesimo e del solidarismo della gente trentina;

· la visione dell’autonomia in un confronto con le altre tradizioni liberali, democratiche e riformiste;

· la partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica ad ogni livello politico ed istituzionale;

· l’identità territoriale e l’idea dell’integrazione in ambito europeo, dando seguito all’intuizione degasperiana della necessità di un'Europa unita;

· la coesione sociale, la solidarietà, la valorizzazione degli universi della cooperazione dell’associazionismo, del volontariato, del privato sociale;

· il principio di sussidiarietà, in particolare nella sua dimensione “orizzontale”;

· lo sviluppo durevole e le sfide della modernizzazione;

· la cittadinanza responsabile e la libertà attiva, in particolare in rapporto alle nuove sfide che provengono dai fenomeni di immigrazione;

· l’etica della responsabilità;

· la promozione delle relazioni umane autentiche, l’amicizia, la centralità della persona e il perseguirne il benessere individuale e sociale;

· il vero senso di libertà, rispondente alla maturità civile della gente trentina e al più alto sviluppo delle sue energie.

Il Movimento promuove il proprio programma attraverso l'azione politica dei suoi aderenti, dei suoi sostenitori e simpatizzanti e di tutti coloro che si riconoscono nei progetti di partecipazione all'amministrazione e al governo delle istituzioni, anche solo attraverso l'espressione del proprio voto, in occasione delle consultazioni elettorali cui "Progetto Trentino" prenderà parte con la presentazione di proprie liste di candidati.

"Progetto Trentino" ha, pertanto, come proprio principale scopo quello della partecipazione con liste di propri candidati, anche in collegamento, in unione o in via congiunta con altre forze e formazioni politiche, alle consultazioni elettorali che si terranno per il rinnovo degli organi politici rappresentativi delle istituzioni ad ogni livello ed in particolare per l'elezione del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, per il rinnovo del Consiglio regionale e provinciale, per l'elezione dei Sindaci e per il rinnovo dei Consigli comunali, oltre che per l'elezione dei componenti di ogni altro consesso politico o amministrativo di cui è previsto il rinnovo elettivo.

Il Movimento ha, infine, come ulteriore scopo quello della partecipazione al dibattito e, in generale, all'attività politica e istituzionale, in ogni sede politica e in ogni sede istituzionale, in ogni sua tradizionale forma e, segnatamente, attraverso l'attività dei Gruppi costituiti nelle varie sedi istituzionali, secondo quanto previsto nei relativi Regolamenti.

ART. 4 SEDE DEL MOVIMENTO

Il Movimento ha sede legale in Trento in Via Alcide Degasperi nr. 114. L’indirizzo della sede potrà essere trasferito, con delibera del Comitato Provinciale, sul territorio della Provincia Autonoma di Trento.

ART. 5 ISCRITTI AL MOVIMENTO

Sono iscritti al Movimento “Progetto Trentino” i fondatori comparenti nell'atto costitutivo, nonché gli associati all'Associazione culturale e di pensiero politico “Progetto Trentino” salvo espressa dichiarazione di non adesione al Movimento, nonché coloro la cui iscrizione risulti accettata dal Consiglio Direttivo e siano in regola con il versamento della quota annuale.

Possono partecipare al Movimento, secondo modalità definite dal Consiglio Direttivo, coloro che riterranno di riconoscersi nei suoi valori fondanti, anche come esemplificati all'art. 3 che precede, e che ne condivideranno i programmi elettorali e di funzionamento di volta in volta elaborati e condivisi.

Costituisce dovere degli aderenti al Movimento il rispetto del presente Statuto e di ogni altra decisione assunta in conformità ad esso, all'atto costitutivo e a qualsiasi altro accordo stipulato per il funzionamento del Movimento e per l'attuazione dei suoi scopi e delle sue finalità, ivi aggiunti gli eventuali accordi da questo stipulati con altri movimenti o formazioni politiche o altri terzi. Il mancato rispetto dei doveri fra gli aderenti può costituire ragione di estromissione dal Movimento, deliberata dal Consiglio Direttivo.

ART. 6 LA PARTECIPAZIONE DELLA DONNA

Il Movimento riconosce alla donna il proprio fondamentale ruolo nella moderna società. Favorisce pertanto il suo inserimento ad ogni livello, negli Organi direttivi del Movimento e nei posti di responsabilità nelle cariche pubbliche, garantendo il pieno rispetto e la dignità della donna.

Il Movimento promuove la partecipazione politica delle donne. Favorisce le pari opportunità tra i sessi nelle candidature per le assemblee elettive e favorisce la parità nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi prevedendo che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai due terzi. Promuove inoltre la partecipazione attiva della donne alla politica con il sostegno al Movimento Femminile. In tale prospettiva il Movimento promuove la costituzione di un Movimento femminile composto da tutte le iscritte.

ART. 7 LA PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI

Il Movimento favorisce e segue con particolare interesse ed attenzione l'organizzazione dei gruppi giovanili nell'ambito del Movimento stesso, affinché in essi si sviluppi la coscienza e la cultura politica popolare accompagnate dal più alto senso di responsabilità per la difesa degli inalienabili diritti morali e civili del nostro popolo, della libertà e della democrazia nell'ambito di una ordinata e progredita civiltà europea.

Il Movimento promuove la costituzione di un Movimento giovanile composto da tutti gli iscritti che non abbiano ancora compiuto il ventiseiesimo anno di età.

ART. 8 QUOTA ASSOCIATIVA

Gli iscritti, la cui età minima di adesione è di 16 anni, sono tenuti al pagamento della quota associativa annuale il cui importo è deliberato annualmente dal Consiglio Direttivo. Tale importo può essere aumentato in relazione ad incarichi elettivi o in istituzioni dell'aderente.

Le quote annuali devono essere versate in unica soluzione nei termini stabiliti dal Consiglio Direttivo.

Esse sono dovute per l’intero anno solare in corso, indipendentemente dal momento dell’avvenuta iscrizione da parte dei nuovi aderenti.

Gli iscritti di nuova ammissione devono provvedere al versamento della quota dovuta contestualmente alla domanda per poter far parte a tutti gli effetti del Movimento. La quota verrà restituita in caso di non ammissione al Movimento.

Le quote versate non sono in alcun modo ripetibili, né in caso di scioglimento del Movimento, né sono trasmissibili, essendo l’adesione strettamente personale.

I dati personali degli iscritti/e sono trattati nell’osservanza delle normative vigenti a tutela della riservatezza dei dati personali in ottemperanza a quanto disposto dal D.Lgs n. 196/03, c.d. Codice della Privacy, successive modifiche e relative delibere. Saranno pertanto archiviati in armadi chiusi per il cartaceo e in software protetti quelli informatici.

ART. 9 PERDITA DELLO STATUS DI ISCRITTO

Lo status di iscritto deve risultare da apposito registro tenuto a cura del Consiglio Direttivo.

Tale status può venir meno per i seguenti motivi:

a) in caso di decesso del socio;

b) per decadenza e cioè per la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;

c) per delibera di esclusione del Consiglio Direttivo per accertati motivi di incompatibilità, per aver contravvenuto alle norme ed obblighi del presente statuto e degli eventuali regolamenti, per aver arrecato grave pregiudizio o danni morali o materiali al Movimento, per essersi iscritto o essersi presentato alle elezioni in altre formazioni politiche, per morosità nel pagamento delle quote dovute, per interdizione, inabilitazione o condanna del socio per reati gravi in genere, ad eccezione di quelli di natura colposa, per condotta contraria alle leggi e all’ordine pubblico e comunque nei casi previsti all'art. 5;

d) per recesso, da notificarsi con lettera raccomandata AR, al Presidente dell’Associazione, o recapitata a mano presso la sede del movimento con efficacia dalla data di ricezione.

L’assunzione di qualsiasi provvedimento di esclusione per i casi contemplati deve essere comunicata all’interessato con lettera raccomandata AR. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali lo stesso è stato assunto.

L’iscritto colpito da provvedimento di esclusione può fare ricorso al Collegio dei Probiviri entro trenta giorni dalla notifica.

La riammissione può essere richiesta solo dopo che siano cessate le cause che hanno determinato l’esclusione.

Fermo restando quanto previsto in materia di recesso dal Codice Civile, nonché il rispetto degli obblighi assunti fino a quel momento nei confronti del Movimento, l’iscritto receduto non potrà vantare alcun diritto in ordine alle attività svolte per la realizzazione anche parziale degli obiettivi del Movimento.

ART. 10 ORGANI DEL MOVIMENTO

Sono organi del Movimento:

a) il Congresso;

b) il Comitato Provinciale;

c) il Consiglio direttivo;

d) il Presidente;

e) il Vice Presidente;

f) i Coordinamenti territoriali e i relativi coordinatori;

g) il Tesoriere;

h) il Collegio dei Probiviri;

i) il Collegio dei Revisori dei Conti.

ART. 11 IL CONGRESSO

Il Congresso è l’Organo plenario e sovrano composto da tutti gli iscritti nel registro tenuto a cura del Consiglio Direttivo e rappresenta l’universalità degli associati stessi. Le sue deliberazioni, prese in conformità alla legge ed al presente statuto, vincolano tutti gli aderenti anche se assenti o dissenzienti.

ART. 12 CONVOCAZIONE DEL CONGRESSO

Il Congresso, di norma, è convocato dal Presidente ogni tre anni e provvede alla nomina del Presidente, dei membri del Comitato Provinciale, del Collegio dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri. Può essere convocato anche fuori dalla sede sociale purché nel territorio dell’Unione Europea.

Il Congresso può inoltre essere convocato ogni qualvolta il Consiglio Direttivo ne ravvisi la necessità o quando ne sia fatta richiesta motivata al Consiglio Direttivo da almeno un quinto dei tesserati.

I Congressi sono convocati con avviso contenente l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare spedito ad ogni tesserato mediante lettera, fax o e-mail, all’indirizzo indicato dal tesserato stesso, oppure a mezzo pubblicazione sul sito internet del Movimento almeno 7 (sette) giorni prima della data fissata.

L’avviso di convocazione fissa anche la data per la seconda convocazione, ove del caso.

ART. 13 DELIBERAZIONI DEL CONGRESSO

Le deliberazioni del Congresso ordinario e straordinario sono prese in prima convocazione a maggioranza di voti dei presenti, purché essi siano almeno la metà degli aventi diritto al voto. In seconda convocazione le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti dei presenti, qualunque sia il numero degli intervenuti.

Nelle deliberazioni che riguardano eventuali azioni per la loro responsabilità o nelle quali gli stessi siano direttamente coinvolti, i membri del Consiglio Direttivo non hanno diritto di voto.

Non è ammesso il voto per corrispondenza.

ART. 14 PRESIDENZA DEL CONGRESSO E VERBALIZZAZIONE

Il Congresso è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente assistito da un Segretario eletto dal Congresso stesso.

Delle riunioni dei Congressi sono redatti processi verbali firmati dal Presidente e dal Segretario.

ART. 15 ESPRESSIONE DEL VOTO IN CONGRESSO

Il Congresso vota normalmente per alzata di mano; su decisione del Presidente per argomenti di particolare importanza, in ogni caso ed in via tassativa se si tratta di questioni riguardanti persone, la votazione è effettuata con scrutinio segreto.

II Presidente, in questo caso, propone due scrutatori tra i presenti che vengono nominati dal Congresso e incaricati dello svolgimento delle attività connesse al voto e al suo spoglio.

E' possibile derogare a tale criterio quando si tratti di votazioni in presenza di un unico candidato o di un numero di candidati pari alle cariche disponibili, per cui è ammesso il voto palese per alzata di mano in caso non pervengano richieste di voto segreto. Tale deroga deve essere preventivamente approvata dal Congresso con voto palese ad alzata di mano. Se il 20% degli aventi diritto presenti è contrario si procede comunque con scrutinio segreto.

Al fine di dare concreta attuazione al principio delle pari opportunità tra i sessi contenuto nell’art. 51 della Costituzione, nelle votazioni all’interno degli organi collegiali, ogni avente diritto al voto può esprimere sino a tre preferenze, in tal caso la terza deve essere di sesso diverso. Allo steso scopo viene garantita la rappresentanza a raggruppamenti di minoranza nel Comitato Provinciale del Movimento, ove presenti e superino la soglia del 20% degli aderenti.

Al fine di garantire la rappresentanza delle minoranze interne al Movimento, ove presenti, la nomina dei delegati e dei membri proposti per la carica di consigliere avviene con il sistema del voto limitato. Ciascun elettore potrà esprimere la sua preferenza per un numero di candidate o candidati non superiore al 65% di quelli assegnati all’ambito arrotondati per eccesso.

ART. 16 MATERIE DI COMPETENZA DEL CONGRESSO

Il Congresso in sede ordinaria è chiamato a:

a) approvare o comunque determinare il programma e la linea politica;

b) eleggere il Presidente;

c) eleggere i membri del Comitato Provinciale, i membri del Collegio dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri;

d) deliberare sulle direttive di ordine generale del Movimento da impartire al Consiglio Direttivo e sull’attività da esso svolta o da svolgere nei vari settori di competenza;

e) deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario sottoposto alla sua approvazione dal Presidente del Movimento;

f) nominare, di volta in volta per ogni adunanza, il segretario del Congresso.

In sede straordinaria il Congresso:

a) delibera sullo scioglimento dell’Associazione;

b) delibera sulle proposte di modifica dello statuto e dell’atto costitutivo;

c) delibera, su proposta del Comitato Provinciale, in materia di modifica della denominazione e del simbolo del Movimento;

d) delibera su ogni altro argomento di carattere straordinario sottoposto alla sua approvazione dal Presidente del Movimento;

e) delibera la vendita o l’acquisizione dei beni immobili;

f) delibera in merito alla devoluzione del patrimonio;

g) delibera in merito alle azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori.

I documenti sottoposti all’approvazione del Congresso in sede straordinaria e alle lettere e) ed f) in sede ordinaria devono essere recapitati per posta elettronica ovvero per posta ordinaria al socio/iscritto o pubblicati sul sito contestualmente alla convocazione.

ART. 17 IL COMITATO PROVINCIALE

Il Congresso elegge il Comitato Provinciale che è presieduto dal Presidente del Movimento ed è composto da 20 membri a cui si aggiungono i membri di diritto.

Le modalità di elezione del Presidente e del Comitato Provinciale sono disciplinate da un apposito Regolamento approvato dal Congresso con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Tale regolamento deve prevedere sia le modalità di presentazione delle candidature sia il sistema elettorale che dovrà essere comunque improntato alla massima valorizzazione del tesserato, quindi prevedere anche le preferenze.

Fanno parte di diritto del Comitato Provinciale, i parlamentari, i consiglieri regionali e provinciali, nonché i coordinatori dei coordinamenti territoriali.

II Comitato Provinciale rimane in carica per tre anni.

Per la discussione su specifiche tematiche il Presidente può invitare a prendere parte alle riunioni del Comitato Provinciale personalità ed esperti esterni.

Il Comitato Provinciale si riunisce almeno due volte all’anno ed ogni volta che il Presidente lo convochi di propria iniziativa o su richiesta di un terzo dei suoi componenti.

Il Comitato Provinciale è l’organo di indirizzo politico del Movimento:

a) elegge i membri del Consiglio Direttivo;

b) approva il trasferimento e cambio di indirizzo della sede legale;

c) approva il rendiconto annuale dell’esercizio predisposto dal Tesoriere e approvato dal Consiglio Direttivo previo parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti;

d) approva il programma annuale delle attività predisposto dal Consiglio Direttivo;

e) propone attività inerenti la realizzazione della linea politica e del programma del Movimento;

f) fornisce indicazioni per la migliore divulgazione del programma politico del Movimento;

g) approva gli atti proposti dal Consiglio Direttivo;

h) si pronuncia sugli argomenti che gli sono sottoposti dal Presidente e dal Consiglio Direttivo;

i) elegge il Tesoriere del Movimento, anche al di fuori dei suoi componenti.

ART. 18 IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Movimento è retto da un Consiglio Direttivo composto da un minimo di cinque ad un massimo di sette membri, oltre il Presidente, eletti dal Comitato Provinciale tra i suoi componenti.

I membri del Consiglio direttivo rimangono in carica 3 (tre) anni e possono essere riconfermati.

ART. 19 SOSTITUZIONE DI MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

E DEL COMITATO PROVINCIALE IN CORSO DI MANDATO

Qualora nel corso del mandato triennale venissero a mancare uno o più membri del Consiglio Direttivo, gli stessi sono sostituiti dai primi dei non eletti. In mancanza di sostituti il Presidente convoca il Comitato Provinciale per la nomina dei nuovi membri sostituiti.

I membri così nominati restano in carica sino alla scadenza del Consiglio Direttivo in carica. Se la maggioranza dei componenti danno contestualmente le dimissioni o il Presidente rassegna le dimissioni, gli organi decadono ed entro due mesi il Presidente, o in sua assenza il Vicepresidente, deve convocare il Congresso degli iscritti.

ART. 20 CONVOCAZIONE DEGLI ORGANI

Il Consiglio Direttivo e il Comitato Provinciale sono convocati dal Presidente con lettera ordinaria, fax o e-mail da spedirsi all’indirizzo indicato dal singolo componente almeno 5 (cinque) giorni prima della riunione o, nei casi di urgenza, mediante fax, SMS o e-mail da inviarsi almeno ventiquattro ore prima, contenente l’indicazione di data, ora, luogo della riunione e l’indicazione degli argomenti da trattare.

Per la validità delle deliberazioni del Consiglio Direttivo è richiesta la presenza di almeno la metà dei membri e le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti espressi; in caso di parità prevale il voto di chi presiede la riunione.

Per la validità delle deliberazioni del Comitato Provinciale è richiesto, in prima convocazione, il voto favorevole della metà più uno dei componenti.

Per la validità delle deliberazioni del Comitato Provinciale è richiesto, in seconda convocazione, il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e del Comitato Provinciale si redige processo verbale firmato dal Presidente e da un segretario verbalizzante.

Nei casi d’urgenza, con la presenza di tutti i membri e per accettazione unanime del Consiglio Direttivo o del Comitato Provinciale si può anche decidere la trattazione di argomenti non iscritti all’ordine del giorno.

ART. 21 PARTECIPAZIONE ALLE SEDUTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

E DEL COMITATO PROVINCIALE

E’ fatto obbligo ai membri di partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo e del Comitato Provinciale.

Qualora un membro non partecipi a tre riunioni consecutive senza giustificato motivo è considerato dimissionario e viene sostituito secondo l’iter di cui all’art. 18.

ART. 22 RIUNIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

E DEL COMITATO PROVINCIALE

Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno sei volte all’anno e comunque tutte le volte che il Presidente del Movimento lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta dalla maggioranza dei membri.

Le sedute del Consiglio Direttivo e del Comitato Provinciale sono presiedute dal Presidente del Movimento o, in sua assenza, dal Vice Presidente.

ART. 23 MATERIE DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria del Movimento, ad eccezione di quanto per legge o statuto sia devoluto alla competenza del Congresso e del Comitato Provinciale. In particolare il Consiglio Direttivo:

a) attua la linea politica e il programma del Movimento;

b) propone la partecipazione alle elezioni ad ogni livello, gli accordi con altri movimenti e partiti e predispone le liste e le candidature. Tali atti sono sottoposti all’approvazione del Comitato Provinciale;

c) delibera sull’ammissione di nuovi tesserati e sulla loro esclusione;

d) delibera le proposte di bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all'approvazione del Comitato Provinciale;

e) propone i regolamenti e le norme per l’organizzazione ed il funzionamento del Movimento;

f) acquista ed aliena beni mobili; accetta eredità e legati; determina l’impiego dei contributi, delle erogazioni e dei mezzi finanziari a disposizione dell’Associazione;

g) stabilisce l’ammontare delle quote di adesione al Movimento per i singoli esercizi;

h) sottopone al Comitato Provinciale ed al Congresso, dopo appropriata disamina, proposte, segnalazioni, mozioni formulate dagli associati e le modifiche dello statuto;

i) delibera su qualsiasi questione che non sia dal presente statuto espressamente demandata al Congresso o ad altri organi.

ART. 24 IL PRESIDENTE DEL MOVIMENTO

Il Presidente rappresenta politicamente e legalmente il Movimento nei confronti dei terzi ed in giudizio, con facoltà di nominare all’uopo procuratori alle liti. Egli ha la formale titolarità dell'uso del contrassegno e ne autorizza o concede l'uso su deliberazione favorevole del Comitato Provinciale. In caso di assenza o impedimento, il Presidente è sostituito dal Vicepresidente per tutte le sue funzioni, compreso l’utilizzo del contrassegno per le competizioni politiche nel rispetto del presente statuto. La sottoscrizione degli atti da parte del Vicepresidente costituisce attestazione dell’assenza o impedimento del Presidente.

Il Presidente viene eletto dal Congresso, unitamente al Comitato Provinciale e sceglie il Vice Presidente tra i membri del Consiglio Direttivo.

Rimane in carica 3 (tre) anni e può essere riconfermato.

Il Presidente:

a) convoca e presiede il Congresso, il Comitato Provinciale e il Consiglio Direttivo;

b) propone al Comitato Provinciale la linea politica del Movimento;

c) provvede all’attuazione delle deliberazioni adottate dagli organi del Movimento, assicurando l’osservanza dello Statuto e degli eventuali regolamenti;

d) sottoscrive convenzioni e contratti;

e) esercita ogni altra attribuzione a lui deferita dal Comitato Provinciale o da norme di legge;

f) adotta provvedimenti d’urgenza di competenza del Consiglio Direttivo sottoponendoli alla ratifica dello stesso nella prima seduta utile.

ART. 25 I COORDINAMENTI TERRITORIALI

Il Movimento promuove l'articolazione democratica e territoriale, la presenza di entrambi i sessi e il pluralismo come strumenti per la crescita dialettica interna. A questo scopo, per garantire e promuovere in particolare l’articolazione e la rappresentanza territoriale, i delegati al congresso ed i membri elettivi del Comitato Provinciale del Movimento vengono eletti direttamente dalle assemblee degli ambiti territoriali, il cui numero e territorio di riferimento sono stabiliti dallo stesso Comitato Provinciale su proposta del Consiglio Direttivo.

Essi sono coordinati da un Coordinatore territoriale e la loro composizione numerica è stabilita dal Comitato Provinciale.

Le norme di elezione e di funzionamento del Coordinamento territoriale e le competenze sono quelle previste per il Comitato Provinciale con il vincolo del territorio corrispondente.

Il Coordinatore territoriale è membro di diritto del Comitato Provinciale.

ART. 26 IL TESORIERE

Il Tesoriere viene eletto, su proposta del Presidente, dal Comitato Provinciale con il voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti. Il Tesoriere deve possedere adeguati requisiti di onorabilità e professionalità.

Il Tesoriere cura l’organizzazione amministrativa, patrimoniale e contabile del Partito. È preposto allo svolgimento di tutte le attività di rilevanza economica, patrimoniale e finanziaria del Partito e svolge tale funzione nel rispetto del principio di economicità della gestione, assicurandone l’equilibrio finanziario.

Il Tesoriere ha poteri di firma per tutti gli atti inerenti alle proprie funzioni. A tal fine compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, ivi compresa la prestazione di fideiussioni, avalli e/o altre garanzie nell’interesse del Partito.

Spetta al Tesoriere la responsabilità di predisporre il rendiconto annuale d’esercizio con chiarezza e diligenza, al fine di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Partito.

Copia del rendiconto annuale di esercizio è resa pubblica secondo le modalità previste dalla normativa in materia di bilancio di partiti politici.

Il Tesoriere dura in carica per 3 (tre) esercizi e può essere riconfermato.

Qualora il Tesoriere non venga nominato, o cessi per qualsiasi motivo e non venga sostituito, le sue funzioni sono assunte dal Presidente del Partito.

ART. 27 IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI O IL REVISORE DEI CONTI

Il Movimento può nominare un Collegio dei Revisori dei Conti o un Revisore dei conti.

Nel caso di nomina di un Collegio dei Revisori dei Conti lo stesso è composto da un Presidente, da due membri effettivi nominati dal Congresso, anche tra persone non associate e dotate di specifica competenza in materia contabile e di revisione di bilancio.

Al Collegio dei Revisori dei Conti o al Revisore dei conti spetta il compito di:

a. provvedere al riscontro degli atti di gestione;

b. accertare la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili;

c. esaminare il bilancio di previsione, le relative variazioni ed il conto consuntivo, redigendo apposite relazioni;

d. effettuare verifiche di cassa.

La carica di Revisore è incompatibile con quella di consigliere ed ha la durata di 3 (tre) esercizi ed è rinnovabile più volte.

I Revisori dei Conti partecipano al Comitato Provinciale che approva il bilancio di previsione e consuntivo e sono invitati ad assistere, con facoltà di parola e senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo.

ART. 28 COLLEGIO DEI PROBIVIRI

II Collegio dei Probiviri è formato da tre membri eletti a maggioranza dei presenti dal Congresso tra i tesserati e resta in carica per 3 (tre) esercizi. I suoi membri sono eleggibili per non più di due mandati consecutivi.

In caso di decesso, incapacità, impedimento o dimissioni di uno dei membri del Collegio dei Probiviri lo stesso viene sostituito per cooptazione dal Presidente.

II Collegio dei Probiviri definisce inappellabilmente, in qualità di arbitro, tutte le controversie che dovessero sorgere in merito alla posizione dei tesserati o per l’interpretazione delle previsioni dello statuto.

ART. 29 BILANCIO E LIBRI SOCIALI

L’esercizio sociale si chiude al 31 (trentuno) dicembre di ogni anno.

Alla fine di ciascun esercizio il Tesoriere procede alla redazione del bilancio consuntivo da presentare per l’approvazione, unitamente al programma economico dell’attività per il nuovo esercizio ed al preventivo delle spese al Comitato Provinciale da convocarsi entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Il Movimento terrà, a cura del Consiglio Direttivo, i seguenti documenti:

- libro Verbali dei Congressi;

- libro Verbali del Consiglio Direttivo e Comitato Provinciale;

- libro giornale e, se necessario, registri fiscali; - libro Inventari;

- libro dei Soci.

Il bilancio annuale e le informazioni economico-finanziarie sono pubblicate sul sito di Progetto Trentino e devono essere liberamente accessibili a chiunque.

ART. 30 UTILI DELLA GESTIONE

E’ vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita del Movimento, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.

ART. 31 SCIOGLIMENTO DEL MOVIMENTO

Il Movimento ha durata illimitata.

Lo scioglimento del Movimento è deliberato dal Congresso che, contestualmente all’atto di scioglimento, nomina uno o più liquidatori che provvederanno alla liquidazione del patrimonio, secondo le norme di legge.

Rappresenta causa di scioglimento del Movimento anche l’impossibilità di funzionamento del Congresso. In tale caso, ciascuno dei membri del Consiglio Direttivo potrà chiedere all’autorità competente la nomina del o dei liquidatori.

Quanto residuerà, esaurita la liquidazione, viene devoluto ad altro ente o soggetto giuridico non avente scopo di lucro, con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità scelto dal/i liquidatore/i in base alle indicazioni fornite dal Congresso e sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

ART. 32 FONTI DI SOSTENTAMENTO DEL MOVIMENTO

E GESTIONE ECONOMICO FINANZIARIA DEL MOVIMENTO.

I mezzi di sostentamento finanziario del Movimento sono i seguenti:

a. le quote ordinarie annuali degli iscritti;

b. i contributi volontari di iscritti, simpatizzanti, di persone che ricoprono cariche elettive rappresentative di Partito, di altri soggetti organizzati;

c. le somme ricevute a norma di legge a titolo di rimborso elettorale;

d. ogni altro contributo ricevuto a norma di legge.

Il sostegno dell’attività delle articolazioni territoriali del Partito viene deliberato dal Comitato Provinciale tenendo conto del numero degli iscritti, delle singole articolazioni e delle quote e contribuzioni dagli stesse versate, nonché tenendo conto delle consultazioni elettorali o manifestazioni relative al territorio di competenza. Nella deliberazione di assegnazione saranno stabilite le spese ammissibili e le modalità di rendicontazione.

ART. 33 DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

Per la scelta dei candidati alle elezioni di tutti i livelli istituzionali, con regolamento approvato dal Comitato Provinciale verranno stabilite le modalità di scelta, di iniziativa e relative eventuali sottoscrizioni in modo tale da garantire e promuovere la massima partecipazione possibile.

Secondo le disposizioni del D.Lgs. 460/1997, che regolamenta la definizione di ente non commerciale, il Movimento deve far rispettare – per quanto riassunto o non presenti negli articoli precedenti dello Statuto – le seguenti clausole espresse obbligatorie:

a) è fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale del Movimento durante la vita dello stesso, salvo che la distribuzione non sia prevista dalla legge;

b) il consuntivo di gestione elaborato dal Consiglio Direttivo sarà redatto nella forma di rendiconto economico e finanziario. Lo stesso deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Partito, nel rispetto del principio della trasparenza nei confronti degli associati;

b) le quote o contributi associativi non sono trasmissibili. Le quote ed i contributi non sono rivalutabili nel tempo.

Per il raggiungimento degli scopi il Movimento può avvalersi, oltre che del volontariato dei soci, dei seguenti mezzi:

a) dell’eventuale assunzione di dipendenti;

b) di eventuali prestazioni professionali o di collaboratori.

Per quanto non previsto dal presente Statuto si intendono applicabili le norme di legge vigenti in materia di associazioni e movimenti politici. Competente all'attuazione di ogni obbligo di legge in materia elettorale o relativa alla percezione di contributi, rimborsi elettorali o quant'altro non specificamente previsto è il Consiglio Direttivo.

26/08/2015